Il cartone «Nana» (che ama i Sex Pistols) torna domenica su Rai4

L’atmosfera - c’è da dirlo - è molto decadente. E i riferimenti musicali sono per lo più presi di peso dall’Occidente. Comunque «Nana» è uno degli anime più seguiti del mondo, figlio di un manga che in Giappone vende un milione e mezzo di copie a volume e, ben prima di «Glee» negli States, è abituato a piazzare altissima in classifica ogni colonna sonora. Per un po’ in Italia è stato trasmesso da Mtv e da domenica sarà l’headliner dell’«Anime morning» di Rai4. Quarantasette episodi da ventitre minuti l’uno, tutto a partire dalle nove e mezza. Volendo, è una manna per gli appassionati (e accidenti per l’ora). Ben lontano da tante nenie post adolescenziali in onda qui e là sulle tv, «Nana» è uno spaccato di Giappone contemporaneo, talvolta claustrofobico e pieno di quel senso di inferiorità che i giovani giapponesi provano verso l’iconografia occidentale (qui quella dei Sex Pistols: alcuni personaggi sono griffati Vivienne Westwood e uno, Ren Honjo, è ispirato a Sid Vicious). Ma è autentico. E, soprattutto, parla realmente una lingua priva di inutili malizie. Mica poco, ormai.