Che società perfetta (piena di suicidi...)

Pubblichiamo uno stralcio del testo (a oggi inedito) che Ennio Flaiano dettò al registratore nel 1971, anno prima della morte. Intitolato Il divano meridionale è un progetto di commedia rimasto incompiuto. Trascritto dal regista Massimo De Rossi, sarà presentato il 30 gennaio al Teatro Vittoria di Roma.

Dopo la colazione Orlando si recò nel suo ufficio. Egli lavorava al centro per l'eliminazione delle scorie. Era uno dei migliori elementi: amato, ben voluto, molti amici se in una società perfetta è possibile avere amici. Uno di questi amici si chiamava Achille. Quel giorno venne a trovarlo mentre stava verificando alcuni dati su certe tabelle. Sedette davanti a lui e tirando fuori di tasca un foglio di carta, lo buttò sul tavolo dicendo: «Non so come riempirlo».

Orlando prese il foglio e vide che era uno di quei moduli che rilascia l'Ufficio Statistico a chi ha deciso di suicidarsi. «Vuoi ucciderti?» disse ad Achille. «Sì, ma non so che motivo mettere» rispose il giovane. Sembrava abbastanza triste "Perché vuoi ucciderti?» disse Orlando, ben sapendo che commetteva così una grave infrazione. «Ti ripeto, non so» rispose Achille. Si levò dalla poltrona, guardò i mobili dell'ufficio, le carte che stavano sul tavolo di Orlando e ripeté desolato: «Non lo so, è da molti giorni che cerco di saperlo, che cerco di conoscermi senza riuscirci. Forse sono imperfetto». «Tutti siamo imperfetti - rispose Orlando - ma non è un motivo per uccidersi».

«Forse è un buon motivo per non vivere - rispose Achille - Comunque non è un motivo che l'Ufficio Servizi apprezzi. Si sa bene che l'imperfezione è il segno di una perfezione raggiungibile».

«Ah, non credo» - disse Achille e prese a cantare: «Ho una buona memoria, un bieco talento, un talento che ingabbia la memoria. Questo ricordo è senza asprezza. Quadri di un'impassibile dolcezza, volti che non chiedono più un nome e la fretta di continuare, l'ebbrezza. Si resta sempre inferiori all'età, sempre delusi di ricominciare. La mia pigrizia è solo calda attesa, la mia attesa solo un vuoto che pesa. Un uomo si dibatte dentro di me, cerca un varco che sarà la resa»...

Così dicendo ingoiò una pillola e rimase lì stecchito.