Che splendida «Sirenetta»

La Vienna della Secessione, prima dell'inabissamento dell'Impero Austro-ungarico, era un giardino dove fioriva l'arte preziosa e stremata di Gustav Klimt e Arthur Schnitzler, di Egon Schiele e Hugo von Hofmannsthal, dove giovani compositori di talento potevano, ascoltato il Till di Richard Strauss, emularlo con poemi sinfonici emblematici. Così fu per Arnold Schoenberg e Alexander von Zemlinsky, i quali nel 1905 scrissero, il primo l'ormai famoso Pelleas und Melisande; il secondo, la poco nota ma seducente, Sirenetta (riportata alla luce a metà anni '80 del secolo scorso da Riccardo Chailly ad Amsterdam), oggi eseguita nell'edizione critica della versione originale da Emmanuel Krivine e dall'Orchestra filarmonica di Lussemburgo.