Che successo i paradossi di Ennio Flaiano

Lo spettacolo diretto da Claudio Bocassini La guerra spiegata ai poveri, in scena al Teatro dell'Angelo di Roma, celebrato come una cerimonia laica ingessata da un'eccessiva staticità scenica, ci permette di ricordare uno dei più grandi intellettuali del Novecento, ovvero Ennio Flaiano. «L'insuccesso mi ha dato alla testa» è una delle sue battute più celebri e pregnanti, riferita alla clamorosa débâcle dello spettacolo Un marziano a Roma, diretto e interpretato da Vittorio Gassman e fischiato a suo tempo al teatro Nuovo di Milano. Per chi come me scrive di teatro, Flaiano resta un indiscusso riferimento, per le sue sorprendenti intuizioni nei giudizi, l'eleganza di scrittura e la smagliante ironia. L'accusa di Luchino Visconti contro Raul Radice di essersi addormentato durante la sua Monaca di Monza lo lasciò esterrefatto. Il suo esordio teatrale fu nell'immediato dopoguerra, nel 1946, proprio con questo La guerra spiegata ai poveri, uno dei pochi testi teatrali con cui allora si volle fare i conti con la guerra e col fascismo. Flaiano lo fece a suo modo, con i graffi del paradosso. Anzi, la sua rinuncia alla trama e ai relativi colpi di scena ne fa uno dei precursori del tetro dell'assurdo. E i poveri? «La povertà - diceva ancora Flaiano - non si raggiunge facilmente come si desidera, richiede una lunga applicazione e molti sacrifici e alla fine ci si accorge che è molto più facile restare ricchi». Regia didascalica e vivo successo.

LA GUERRA SPIEGATA AI POVERI - Roma, Teatro dell'Angelo.