Chi è

Napoletano, classe 1970, figlio di un dirigente bancario e di una casalinga, Paolo Sorrentino studia dai salesiani e sogna di fare l’economista da grande. Arrivato alla cinepresa dal mondo più riservato della scrittura (Premio Solinas nel '97 con «Dragoncelli di fuoco»), esordisce alla regia con «L’uomo in più» (2001), storie di due perdenti che portano lo stesso nome, Antonio Pisapia: un dimesso ex-calciatore (Andrea Renzi) e un ex cantante cocainomane (Toni Servillo). Segue tre anni dopo «Le conseguenze dell'amore», ancora con Servillo, che diventerà il suo attore feticcio. Con «L’amico di famiglia» (2006) aggiunge alla galleria di personaggi sgraziati ed eccentrici il memorabile usuraio Geremia de’ Geremei. «Il Divo» (2008) gli regala il successo internazionale. Porta le basette e ama le battute taglienti.

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