Chi uscirà vivo da questa «Cena delle belve»?

Gianluca Ramazzotti è uno dei produttori più prolifici e vulcanici che in gioiosa solitudine riesce a fare cose mirabili e straripanti. Una di queste è La cena delle belve, una bella e variopinta commedia di Vahé Katcha adattata con estro dal compianto Vincenzo Cerami. Sembrava impossibile poter radunare otto attori di rango in uno spettacolo in cui ognuno si confronta con l'interrogativo di fondo: chi saranno i due da offrire in olocausto? Nell'Italia smembrata del 1943, dopo un attentato a due ufficiali tedeschi, si presenta in scena una perfida SS (Ralf Pallka) che impone ai sette amici che festeggiano il compleanno della padrona di casa di sacrificare due di loro per rappresaglia. Il giocoso trattenimento si trasforma così in un cena delle belve dove ognuno mette in luce viltà e compromessi fino ad allora accuratamente celati fino alla chiusa pacificante. Ognuno in futuro dovrà fare i conti con la propria viltà in una solitudine che non lascia scampo. Tutti colpevoli e innocenti dunque, a partire dal lucido intellettuale cieco di Francesco Bonomo fino al cinico ed entusiasta arrivista di Maurizio Donadoni, passando dalla frivola padrona di casa di Marianella Bargilli all'esaltata patriota Silvia Siravo. E per tornare in campo maschile, allo svagato padrone di casa Gianluca Ramazzotti fino ai divertenti Giancarlo Ratti ed Emanuele Salce. In definitiva un bellissimo spettacolo di esilarante comicità virata all'umor nero che ci auguriamo destinato a divertire le platee dei teatri in giro per l'Italia.

LA CENA DELLE BELVE - Festival di Borgio Verezzi.