Ci saranno Tom Hanks e Meryl Streep Omaggio a Zurlini e Pontecorvo

Cinzia Romani

Con i pentastellati che, dopo aver preso il Campidoglio, dicono no a quasi tutto, cambia qualcosa nei ranghi del festival di Roma, consolidata kermesse al via dal 13 al 23 ottobre? Stando a numeri e programmi, resta invariata la formula promossa dal direttore artistico Antonio Monda. «Sono anti-ideologico. Quindi sì ai film, che devono essere belli e sì alle star, pensando alla qualità e alla varietà. In equilibrio tra il non essere punitivi e cercare la discontinuità: tra pop corn movies e film d'autore, insomma», spiega il manager. Tornano a brillare le stelle, quindi: sul tappeto rosso, i premi Oscar Tom Hanks, presente con 15 film da attore e 2 da regista e Meryl Streep, a dialogare col pubblico non soltanto sulle sue opere. Versante pop, i drammaturghi Don DeLillo, che interverrà da fan di Michelangelo Antonioni e David Mamet, a illustrare le sue tecniche di scrittura. L'architetto Daniel Liebeskind completa il trittico di tendenza. La sua passione è Sorrentino. Le retrospettive svariano da un omaggio a Valerio Zurlini, regista ingiustamente dimenticato, al focus American Politics, rassegna di 15 film dedicati alla politica americana, date le presidenziali alle porte. Né manca, nel centenario della nascita, un omaggio a Luigi Comencini: in mostra, 50 foto scattate dal regista. A dieci anni dalla morte di Gillo Pontecorvo, inoltre, l'omaggio a lui dedicata partirà col restauro di Queimada (1969).

In tempi di ristrettezze, il budget del festival capitolino si attesta sui 3 milioni e 400mila, mentre la Fondazione Cinema per Roma rastrella 10 milioni e 235mila: manca il contributo della Provincia ma, tra i vari sponsor, BNL e Mazda. Assottigliandosi il contributo pubblico, la struttura marketing del festival diventa una società dedita al fundraising. Prudente, Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma, dice: «Sono curiosa di capire come dialogare con la Raggi. Noi, fin qui, abbiamo lavorato bene».