Le cine-pagelle del Giornale

Le migliori recensioni dei film che hanno lasciato il segno scritte per il Giornale da Massimo Bertarelli

È cominciato tutto nel maggio del ’90. Il collaboratore che si occupava, con puntuale grigiore, della rubrica quotidiana dei film in tv, se ne andò quasi all’improvviso. Ovvio che Montanelli cercasse al volo un sostituto. Gli fu fatto il mio nome (spiata del collega ficcanaso Gabriele Villa), un fulmineo provino ed ebbi l’ok del Direttore, ignaro che io, dalla fondazione agli Interni, fossi appassionato di cinema. Non voglio che tu mi faccia litigare con i miei amici, come Fellini, quindi ti concedo carta bianca, pungi, anzi spara come ti pare, ma, per carità, niente voti in fondo alle schede, mi ordinò perentorio. Ben felice, peraltro, di certi miei, irrispettosi riferimenti alla politica italiana oltre che di pagine un po’ più vivaci, ma non ci voleva molto, di quelle del mio predecessore. Nel gennaio del ’94 arrivò Feltri, che mi impose all’istante il ripristino dei voti, pur mantenendo la stessa impostazione. Incredibile ma vero, nessuno dei (pochi) direttori che si alternarono alla guida del Giornale, da Belpietro a Sallusti, ebbero mai niente da ridire sulla mia, ormai quasi venticinquennale, rubrica. A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca, come diceva quel tale, quindi può darsi che l’abbiano sempre saltata. Come del resto produttori, registi e attori, che non si sono mai lamentati, nemmeno dei giudizi più impietosi. Fortunatamente qualche lettore ha però la bontà di seguirmi, a meno che lettere e mail siano frutto della mia, fervida, devo ammettere, immaginazione. E questa è la mia Top ten di tutti i tempi. Voto: ten...

1 - Via col Vento

(Usa, '39) di Victor Fleming con Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard, Olivia de Havilland, Thomas Mitchell, Hattie McDaniel. Genere: drammatico - Durata: 3.42
Tara (Georgia), 1861. La fatua Rossella O'Hara (Vivien Leigh) svolazza tra i pretendenti nella grande piantagione di papà Gerald (Thomas Mitchell). È cotta del raffinato Ashley Wilkes (Leslie Howard), che si fidanza con la cugina Melania (Olivia de Havilland). Finché ad Atlanta rivede il fascinoso avventuriero Rhett Butler (Clark Gable). Inimitabile (anche per durata) e sempreverde melò, il più famoso e amato di sempre, dove il romanticismo di fondo si mescola a un grandioso affresco di storia americana. La cascata di otto Oscar lasciò ingiustamente a secco soltanto quell'irresistibile mascalzone di Clark Gable.
Voto: 9

2 - Le meraviglie

(Italia, 2014) di Alice Rohrwacher con Maria Alexandra Longu, Alba Rohrwacher, Sam Louwyck, Sabine Timoteo. Genere: commedia - Durata: 1.52
Campagna umbra. Vivono del ricavato del miele, il rozzo apicoltore Wolfgang, la dolce moglie Angelica (Alba Rohwacher), le quattro figlie e l’ospite fissa Cocò. La quattordicenne Gelsomina (Maria Alexandra Lungu) è turbata dall’arrivo del giovane sbandato tedesco Martin, dato in affido alla scombinata famiglia. Roba da matti: a Cannes ha ricevuto undici minuti di applausi, questo filmino della sorella d’arte Alice Rohrwacher. E dire che undici minuti di fischi sarebbero stati pochi, perché la storia è di una noia sensazionale.
Voto: 1

3 - Luci della città

(Usa, '31) di Charlie Chaplin con Charlie Chaplin, Virginia Cherrill, Harry Myers, Hank Mann, Allan Garcia. Genere: commedia - Durata: 1.26
Usa. Uno straccione vagabondo (Charlie Chaplin) dal cuore d'oro s'innamora di una graziosa fioraia cieca (Virginia Cherrill), che lo scambia per un milionario. Sarei felice di farla operare per ridarle la vista, ma i soldi dove li trovo? Quand'ecco sulla sua strada capita un riccone (Harry Myers) double-face, generosissimo da ubriaco e taccagno da sobrio. Sublime favola senza età del grande, inarrivabile Charlie Chaplin, un magico impasto di melodramma e sentimento, di una tenerezza infinita e amaro più del fiele.
Voto: 10

4 - Blow-up

(Italia-Gran Bretagna, '66) di Michelangelo Antonioni con Vanessa Redgrave, Sarah Miles, David Hemmings, Jane Birkin. Genere: boh - Durata: 1.51
Londra. Il fotografo di moda Thomas (David Hemmings) riprende in un parco le effusioni tra due innamorati. Da un ingrandimento (il blow-up del titolo) scopre una pistola e un'ombra che potrebbe essere un cadavere. Intanto la bella Jane (Vanessa Redgrave) tenta invano di farsi ridare i negativi. Dov'è la verità? Mah, nessuno lo sa, a partire da Michelangelo Antonioni che ha iniziato un avvincente giallo, poi, nel timore di essere confuso con Hitchcock, ha preferito addentrarsi nella nebbia londinese o in quella, a lui più familiare e, più fitta, dell'incomunicabilità.
Voto: 0

5 - Il cavaliere della valle solitaria

(Usa, '53) di George Stevens con Alan Ladd, Van Heflin, Jack Palance, Jean Arthur, Brandon De Wilde, Emile Meyer. Genere: western - Durata: 1.58
Grand Teton (Wyoming), fine Ottocento. I coloni della valle sono costretti a sloggiare dal prepotente Ruperts Ryker. Non cede il tenace Johnny Starrett (Van Heflin), proprietario di una modesta fattoria, spronato dalla coraggiosa moglie Mary (Jean Arthur) e dal piccolo Joe. E un cavaliere di passaggio, il taciturno Shane (Alan Ladd), diventa il loro paladino. Splendido western, tra i migliori di sempre per la perfetta fusione di avventura e romanticismo. Il misurato Alan Ladd, attore non eccelso, né per talento né per statura, per una volta è straordinariamente bravo.
Voto: 9

6 - Otto e mezzo

(Italia, '63) di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Anouk Aimée, Claudia Cardinale, Mario Pisu. Genere: drammatico - Durata: 2.18
È alle terme per curare la depressione il celebre regista Guido (Marcello Mastroianni), che non ha le idee ben chiare sul prossimo film. La presenza dell'amante un po’ burina Carla (Sandra Milo) lo infastidisce più dell'arrivo della moglie troppo borghese Luisa (Anouk Aimée). Farneticante viaggio di Federico Fellini attorno ai massimi sistemi, un'allucinata autobiografia tra gli andirivieni della memoria, dove è impossibile distinguere realtà e finzione, ma è normale arraffare due Oscar. I critici s'inchinano e gridano al capolavoro. Gli altri gridano e basta.
Voto: 0

7 - A qualcuno piace caldo

(Usa, '59) di Billy Wilder con Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon, George Raft, Joe E. Brown, Pat O'Brien. Genere: commedia - Durata: 1.55
Chicago, 1929. Due musicanti jazz disoccupati, Joe (Tony Curtis) e Jerry (Jack Lemmon), testimoni scomodi del massacro di San Valentino, si travestono da donne e si aggregano a un'orchestra femminile verso la Florida. Che schianto la suonatrice di ukulele Zucchero (Marilyn Monroe). Strepitoso giallorosa di Billy Wilder, innaffiata di irresistibili situazioni comiche e dialoghi scintillanti, con il formidabile duo Curtis-Lemmon e una Marilyn più sensuale che mai, sia quando ancheggia, sia quanto cinguetta. Che vergogna un solo Oscar (ai costumi).
Voto: 9

8 - La mala educaciòn

(Spagna, 2004) di Pedro Almodovar con Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Daniel Giménez Cacho, Francisco Boira, Javier Camara. Genere: drammatico - Durata: 1.44
Madrid, 1980. Il giovane regista Enrique (Fele Martinez) riceve con fastidio l'antico compagno di studi Ignacio (Gael Garcia Bernal). Adesso mi chiamo Angel, ti ho portato un mio racconto ispirato alla nostra infanzia in collegio, chissà che non ti possa servire. Contorto, sconcio e pallosissimo dramma sentimentale dell'irrecuperabile Pedro Almodovar, che, per la prima volta interamente al maschile, s'inabissa in una complicata storia d'amicizia e d'amore. Una piramide di scatole cinesi costruita con fumosa abilità, che irriterà anche i fan della sua sponda.
Voto: 0

9 - La Grande guerra

(Italia,'59) di Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Silvana Mangano, Folco Lulli, Romolo Valli, Livio Lorenzon. Genere: commedia - Durata: 2.08
Italia, fronte nord-orientale, 1917. Non sono riusciti a imboscarsi nonostante mille furbate il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman) e il romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi), diventati amici per forza: Ora sono in prima linea nel battaglione agli ordini del rassegnato tenente Gallina (Romolo Valli). Superba commedia tragicomica di Mario Monicelli, che osa smitizzare l'intoccabile Grande guerra, grattandone via, con amabile e amara ironia, retorica e pennacchi. Medaglia d'oro al valore (cinematografico) da dividere a metà tra Gassman e Sordi.
Voto: 9

10 - La grande bellezza

(Italia, 2013) di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, Sabrina Ferilli, Carlo Verdone, Carlo Buccirosso. Genere: commedia - Durata: 2.15
Roma. Ha scritto un solo romanzo quarant'anni prima il disincantato, cinico giornalista Jep Gambardella (Toni Servillo). Ora vive di gossip e sigarette, dormendo di giorno, e trascinandosi ogni notte tra feste kitsch e terrazzi alla moda. Che fauna multiforme, buona per riempire almeno dieci film felliniani. Riecco la dolce vita mezzo secolo dopo, in una Roma, se possibile, ancora più cafona e cialtrona. L'antipatico Toni Servillo aggiorna il personaggio indolente di Marcello Mastroianni, ma parla troppo, anche quando camina da solo per la città con un'insistita, invadente voce narrante. Gli fa ala una moltitudine di spalle e comprimari, dalla Ferilli a Verdone, da Carlo Buccirosso a Roberto Herlitzka, da Massimo Popolizio a Lillo, tutti bravi, per carità, ma per la maggior parte superflui. Lo spettatore medio si chiede, stremato: perché quelle scene così lunghe, come le interminabili feste, una uguale all’altra? Tra le tante caricature la più insopportabile è quella di una simil Madre Teresa, che arriva dopo due ore di sbadigli a pieni polmoni. Una sola battuta da cineteca: «Ah, Proust è il mio scrittore preferito, però anche Ammaniti...». Peccato che in sala si dorma già da un pezzo. L’Oscar al miglior film straniero è un regalo esagerato, anche se non completamente inatteso: questa, purtroppo, è la Roma con cui ci siamo fatti conoscere all’estero. Oh yes, viva l’Italia
Voto: 3     

Commenti
Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 08/07/2014 - 17:18

Troppo buono il 3 a "La grande bellezza", Bertarelli, io gli avrei dato non più di 1 ...