Al cinema l'amore gay tra un nonno e un padre

Il cinema italiano boccheggia: basta guardarsi intorno e contare le sale chiuse, soprattutto per penuria cronica di film accattivanti. C'è un genere che, da noi, invece viene dato per sicuro, un cavallo vincente sul quale ormai puntano i produttori: la commedia che parla di omesessualità. Come in Croce e delizia (dal 28) di Simone Godano, con Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio. Qui il titolo scomoda addirittura La traviata di Giuseppe Verdi, dove Alfredo, nel quinto atto, canta: «Di quell'amor che è palpito/dell'universo intero, altero/croce e delizia al cor», descrivendo l'amore che lo lega a Violetta. Ma in questa commedia matrimoniale corale non s'han da fare le nozze tra Tony (Bentivoglio) e Carlo (Gassmann), un nonno e un padre attratti da fatal combinazion. Tanto più che le due famiglie dalle quali provengono i due uomini sono diversissime: da una parte, intellettuali e snob, dall'altra certi «pesciaroli» cafoni davvero irritanti. Ma com'è che questi gruppi familiari così diversi fanno del tutto per trascorrere insieme le vacanze estive? Semplice: lui ama lui e, insieme, gli amanti faranno coming out. E pazienza se la nipote di nonno gay (Jasmine Trinca) non la prenderà bene. Anche il figlio di papà omo (Filippo Scicchitano) strilla come un'aquila.

«Non ci sono buoni o cattivi, rispettiamo le posizioni di tutti», premette il regista Godano. «Il grande tema del film, che ci riguarda tutti, è l'accettazione dell'altro, uguale o diverso che sia», chiosa Fabrizio Bentivoglio. Il figlio di Vittorio Gassmann è dello stesso avviso: «Il film tratta il tema della diversità in maniera divertente, senza moralismi. Ho girato tutto il film con le ciabatte e con il pigiama che mi obbligavano a mettere da bambino, di quelli attillati, con fantasie ripetitive e orrendi. Malgrado questo, è un film molto commovente. Che tocca corde particolari, specie nel momento storico che stiamo vivendo». Ecco, il momento storico attuale. La cronaca racconta che un tribunale ha condannato un imprenditore (Gianluca Rana, il figlio del famoso produttore di tortellini) che per anni ha dato del «finocchio» a un suo dipendente. Un altro fatto di cronaca racconta di invenzioni di aggressioni omofobe (Jussie Smollett, la star tv di Empire se n'è inventata una: arrestato), per suscitare attenzione. Ma queste sono altre storie.