Cinema allo sbaraglio Sette film italiani nello stesso weekend

"Tafazzismo" senza limiti: da Corsicato a Lo Cascio e Martinelli, tutti a giocarsi le briciole lasciate da Oblivion con Tom Cruise 

da Firenze

Va bene che un po' ci piace essere masochisti, un popolo d'ispirazione tafazziana dentro e fuori le camere, però quello che accadrà nei cinema giovedì prossimo forse non s'era mai visto. Usciranno ben sette film italiani per contendersi un botteghino dove a farla da padrone sarà sicuramente il kolossal fantascientifico di Joseph Kosinski (il regista di Tron Legacy) con Tom Cruise non a caso intitolato Oblivion cioè «oblio». Per tutti gli altri s'intende: Undici Settembre 1683 di Renzo Martinelli, La città ideale di Luigi Lo Cascio, Tutto parla di te di Alina Marazzi, Il volto di un'altra di Pappi Corsicato, Ci vediamo domani di Andrea Zaccariello, Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo e Guido Gabrielli, Un'insolita vendemmia di Daniele Carnacina (insolito film con il cast della soap Centovetrine).

Una pattuglia eterogenea mandata un po' allo sbaraglio - possibile che non si potesse fare diversamente? - dopo tanti soldi investiti e in molti casi una grande cura nella realizzazione. È il problema della nostra distribuzione, il collo di bottiglia di un'industria sempre in fieri, anche se, a dire la verità visti gli incassi generali, da tempo non sembra esserci spazio per tutti i film prodotti. Soprattutto se dietro non c'è una distribuzione forte come quella di Medusa, 01 di Rai Cinema, Filmauro o Warner che da sole, secondo una ricerca appena pubblicata dalla rivista Box Office, si sono divise i 50 maggiori incassi di film italiani nel triennio 2010-2012 (unica eccezione Eagle Pictures con l'inaspettato successo di Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo). Certo c'è chi griderà all'oligopolio, al «commedificio» (ma non tutti i Top 50 sono commedie), però è un fatto che, proprio nel fine settimana in cui i big non avevano film in uscita, le case di distribuzione diversamente piccole hanno concentrato i loro sforzi prima che la primavera arrivi definitivamente portando con sé la consueta diminuzione del pubblico. Così anche su Twitter trovano spazio i timori dei critici come Marco Giusti con i suoi due cinguettii definitivi: «Giovedi 11 aprile esce una marea di film italiani... Probabilmente saranno più degli spettatori...»; «Tra aprile e maggio vedremo il massacro di film italiani inutili che usciranno due tre giorni e poi scompariranno per sempre. Soldi ben spesi».

Naturalmente nessuno si augura che ciò accada anche perché alcuni di questi film hanno aspetti molto interessanti e trattano temi assolutamente inediti nel nostro cinema. È il caso di Tutto parla di te di Alina Marazzi (Bim Distribuzione) che affronta il problema, ampiamente rimosso, della depressione post parto che, in misura diversa, tocca ogni madre. Il problema aggiuntivo però è che questo film, proprio come La città ideale (Istituto Luce - Cinecittà), esordio alla regia tra l'onirico e il kafkiano dell'attore Luigi Lo Cascio e Il volto di un'altra di Pappi Corsicato (Officine Ubu), agrodolce e grottesca commedia sulla chirurgia estetica con Laura Chiatti, si rivolgono allo stesso pubblico che è quello del cinema d'autore. Così come è tutta una scommessa quella del costoso kolossal di Renzo Martinelli, Undici Settembre 1683 sul frate Marco D'Aviano e la battaglia di Vienna con la vittoria sui musulmani. Nel caso di questa coproduzione italo-polacca l'investimento è molto alto, si parla di 9 milioni e 300mila euro di costo industriale di cui più di 4 milioni provenienti dalla Rai. Alla fine il film uscirà in meno di 100 sale con la distribuzione Microcinema che per i sogni di grandezza del regista suona un po' come una beffa. La stessa forse che vivrà il Ministero dei Beni Culturali che al film ha dato un finanziamento di un milione di euro e che si ritrova come uno dei principali «produttori» coinvolti in questa maxi-uscita di cinema italiano avendo dato il contributo anche alle opere di Corsicato, Lo Cascio, Marazzi, e alla commedia malinconica Ci vediamo domani col mattatore Enrico Brignano. Tra una settimana faremo purtroppo la conta di chi avrà cannibalizzato chi. Perché la triste certezza è che qualcuno rimarrà a terra.