Clooney agente all’Havana per tradire l’"amico" Castro

L’attore girerà un film su William Morgan. Con il Che fu l’unico straniero a conquistare la stima di Fidel. Finì fucilato nel 1961 perché legato alla Cia

Sempre in cerca di nuovi spunti, per consolidare una carriera brillante e conseguente con la sua fama di bello&bravo, George Clooney infila un altro gol. Almeno sulla carta, per ora, le premesse di successo ci sono tutte, perché «gorgeous George» porterà sullo schermo una grande storia di rivoluzione e tradimento. Ambientata a Cuba, ai tempi drammatici dell’Havana presa d’assalto da Fidel Castro. S’intitola The Yankee Comandante il film che Clooney s'appresta a dirigere e a interpretare, dopo la nomination all’Oscar per Paradiso amaro e i buoni risultati de Le Idi di Marzo, thriller politico congeniale all’impegnato divo. Un thriller che non risparmiava durissimi colpi sotto la cintola al Partito democratico, di cui George si dichiara sostenitore. Che anche The Yankee Comandante prenda strade poco scontate? Non stupirebbe.

L’idea di gettare una luce nuova sulle imprese del Che e di Fidel sullo scorcio dei tardi Cinquanta,al divo brizzolato è venuta leggendo un articolo sul New Yorker (28 pagine), a firma David Grann, nuovo eroe del new journalism a stelle e strisce: The Yankee Comandante, appunto. Incentrato sulla figura di William Alexander Morgan, un americano che aiutò Castro ad abbattere il dittatore Fulgencio Batista, il corposo articolo, i cui diritti ora appartengono a Clooney, spiega come Morgan, personaggio sfaccettato e controverso, sia stato l’unico straniero a ottenere la qualifica di «comandante», insieme con l’argentino Che Guevara. Il che fa capire che lo strano tipo dovesse avere stoffa da vendere, sebbene d’incerta provenienza. E qui la storia si complica. Il boss del Fbi J. Edgar Hoover, per esempio, a un certo punto fu ossessionato da questo strano combattente. O dovremmo dire «agente all’Havana»?

Ovvio che Clooney avvertisse il carisma naturale di Morgan, molto fotografato sui giornali dell’epoca, tra i monti con Fidel e sorridente accanto al Che, a tracolla la mitraglietta Thompson. Nella primavera del 1961 Castro salì al potere: due anni dopo che Morgan si era unito alle truppe ribelli, nel cuore della giungla. Finita la rivoluzione castrista, il Time affibbiò all’«Americano» l’etichetta di «agente Usa doppiogiochista», rivelando che Morgan, in realtà, lavorava per l’intelligence a stelle e strisce. Sposato e padre di due figli, «il Comandante» intratteneva un rapporto privilegiato con Castro, il quale lo chiamava «fedele amico».

Segreti e azioni spettacolari, dunque, non mancheranno certo al nuovo film di Clooney, che lo finanzierà con il suo partner produttivo della Smokehouse, Grant Heslov. Abbonderanno anche le tentazioni del Sans Souci, il night club dove disinibite ballerine cubane si esibivano in sfrenati cha-cha, e le atmosfere dell’Hotel Capri, dove le slot-machines sputavano dollari americani d’argento. Rivivranno pure le riviste scollacciate al Tropicana, dove ospiti del calibro di Elizabeth Taylor, amante del rhum, o Marlon Brando, devoto all’esotismo, si godevano musical come Diosas de carne, «dee di carne». Alla faccia delle durezze rivoluzionarie sulla Sierra Maestra, avvolte da una leggenda che il film di George potrebbe sfatare.

Resta comunque in piedi la domanda: perché un cittadino americano ha servito la causa castrista? Forse per vendetta: Morgan raccontava che il suo miglior amico, Jack Turner, era stato ucciso dai soldati di Batista, che lo torturarono, per poi darlo in pasto ai pescecani. Forse per altri motivi: Morgan fu fucilato dai castristi nel marzo 1961 dopo essersi dichiarato anticomunista e convinto che Fidel avrebbe instaurato una democrazia parlamentare. Chi volesse saperne di più, potrebbe affrontare la biografia The Americano (2007) di Aran Shetterly. O aspettare l’anno prossimo, quando il Comandante Yankee arriverà sullo schermo.

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Mar, 12/06/2012 - 10:05

Facessero vedere le porcherie che ha commesso castro con il suo amico che guevara , sarebbe piu interessante, di questi eterni americani che pullulano dappertutto ,come se fossero eroi da imitare. Gli stupri nella giungla , gli assassini e lo sciacallaggio , il consumo di coca , e le orgie con aguardiente, dei guerriglieri. Idealisti del cappio , una volta al potere l unica differenza di vita , era che i cubani non morivano piu per la strada ma solo negli ospedali. Forse cosi qualche fans di questi due cogl.oni saprebbero almeno come suona la campana dopo il din.

plaunad

Mar, 12/06/2012 - 12:01

Ennesima furbata pseudo "progressista" di quell' idiota multimialdario di Clooney. E magari c' é qualcuno che pure lo approva.

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mar, 12/06/2012 - 14:20

Vedremo se il film farà vedere le fucilazioni di massa che l'"eroe" Guevara dirigeva nel carcere dell'Avana, o i processi dall'esito ovviamente scontato "celebrati" (si fa per dire) nello stadio cittadino, con la folla che gridava "paredòn, paredòn" (al muro, al muro): roba che non si era più vista dai tempi di Nerone, e tale da far impallidire i famosi processi staliniani, che almeno si svolgevano al chiuso. Ma, chissà perchè, penso che invece avremo il solito esame di coscienza (che talvolta somiglia molto ad un'autoflagellazione) tipico degli americani quando parlano dei loro servizi segreti.

plaunad

Mar, 12/06/2012 - 16:22

Che Clooney si legga il bel libro (in spagnolo) :"La otra cara del Che" (L'altra faccia del Che), scritto da un ex castrista in esilio che lo ha conosciuto personalmente. Molto istruttivo.