Clooney: "Coi film si fa politica, ma che spasso le commedie"

&quot;In agosto ho girato las Toscana, bellissima Castagneto. Non sono alla convention di Obama perché ha altre star&quot;. Il divertente <em>Burn after reading</em> presentato ieri ha tutti i numeri per fare grandi incassi in Italia

Venezia - Primo importante evento mondano durante la Mostra (non della Mostra, però), la cena filantropica promossa da George Clooney - col sostegno della Belstaff e dell’Audi - ha suscitato a Venezia anche più interesse del pur notevole film da lui interpretato, Burn After Reading dei fratelli Coen.

È stato senza Coen che Clooney è sbarcato martedì sera alla Giudecca, poco distante dalla villa del conte Giovanni Volpi, figlio del fondatore della Mostra. È venuto per lanciare anche qui, dopo che a Cannes, Not On Our Watch, associazione non profit da lui fondata per aiutare Darfur (Sudan) e Myanmar (ex Birmania). Poteva essere la solita serata dove i benefattori (quota minima da cinquecento dollari in su) scontano annoiandosi il privilegio di sedere fra celebrità. Invece nessuno ha sbadigliato ed è stato per merito di Clooney, prodigatosi come se ognuno degli intervenuti fosse stato un vecchio amico.

Sembra normale cortesia. Ma non si vive nella cortesia nei grossi festival e nemmeno ai loro margini: più facilmente nella concitazione e nella presunzione. Pensate che altri divi, come Robert DeNiro o Bruce Willis, talora alticci, spesso sgarbati, passerebbero mezz’ora in piedi, a chiacchierare coi giornalisti, come ha fatto Clooney, che pure era appena arrivato da Zurigo? Brad Pitt, annunciato presente e in arrivo dalla Riviera francese, lo è stato solo nell’ultima mezz’ora della serata. Ha detto contrito: «Ho dovuto accompagnare Angelina Jolie e i bambini in albergo».

Certo, anche Clooney si può spazientire. Lo sa il giornalista che gli disse, al Festival di Berlino: «Solaris è “noioso”». Lo sa anche la giornalista che alla Mostra di Venezia dell’anno scorso gli rimproverò di reclamizzare la Nestlé, accusata di sfruttare l’Africa. Forse anche perché sentiva la serata come sua iniziativa, non come promozione pubblicitaria per conto terzi, Clooney ha intrattenuto un po’ tutti, dimostrato - lui, americano - la cordialità una volta tipica degli italiani.

Signor Clooney, «Not On Our Watch» è...
«... un’espressione nel gergo della marina: “Non durante il nostro turno di guardia”».

Lei la dirige con Don Cheadle, Matt Damon, Brad Pitt. Scopo?
«Raccogliere risorse per fermare atrocità di massa nel mondo. E dar voce alle vittime».

Il film con i Coen è finito. Immagino che ne prepari un altro.
«Fra un mese comincio la lavorazione a Portorico. Con me ci saranno Matt Damon e Jeff Bridges».

Il suo agosto è stato italiano.
«Con qualche amico ho viaggiato in motocicletta».

Meta?
«La Toscana».

Un posto che l’ha colpita?
«Castagneto, il paese di Carducci».

C’è chi vorrebbe vederla a Denver con Obama, anziché qui.
«Non sono un politico, anche se sostengo Obama e sono ottimista su di lui... ».

Continui.
«I politici hanno altre star. Non hanno bisogno di me».

Si fa politica anche coi film. Da lei prodotto, diretto e interpretato, Good Night and Good Luck è stato premiato proprio alla Mostra.
«Ma nel caso Burn After Reading non parlerei di un film politico, quanto di un film sull’idiozia».

E non sullo spionaggio?
«Solo marginalmente. I Coen hanno solo cercato uno sfondo diverso da quelli che avevano già usato».

Il personaggio esisteva già quando le hanno proposto il film?
«No, l’hanno scritto per me. E lo stesso vale per il personaggio di Brad Pitt».

Un personaggio scritto ad hoc non può essere ricalcato sulla reale personalità di un attore?
«Si può sospettarlo legittimamente, anche se in questo caso non sarei lusingato» (ride).

Con i Coen o con altri le càpita mai d’improvvisare?
«No. La sceneggiatura corrisponde al film finito».

A vederlo non si direbbe.
«Mi fa piacere che si pensi che fra noi ci sia il clima che permette l’improvvisazione».

Lei e Brad Pitt girate spesso insieme. Ma insieme qui avete una sola scena...
«E per giunta lo uccido. Ma girandolo, le assicuro, ci siamo divertiti tanto».

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