Com'è attuale «Un tram che si chiama desiderio»

La nuova edizione del Tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams appare radicalmente diversa dalla famosa edizione del primo dopoguerra di Visconti e dalle innumerevoli variazioni che si sono succedute negli anni. A cominciare dal discusso allestimento del polacco Werlikovsky che a Parigi sconcertò il pubblico per aver ambientato l'azione non nel modestissimo flat dove abitano Stanley e Stella ma in un lussuoso appartamento di marca newyorchese. Il che rendeva incredibile il salto storico tra il passato delle sorelle Dubois e l'amaro presente di una condizione subalterna. Invece l'attuale allestimento curato dal cileno Cristian Plana prevede un terzo habitat, dimora di una coppia di sposi senza pretese dove la musica americana si coniuga coi motivi struggenti dell'America latina. Con una protagonista d'eccezione come Mascia Musy che in un assolo di perfezione stilistica fa di Blanche la vittima designata della società odierna. Ansiosa di liberarsi di qualsiasi substrato culturale per cader vittima del consumismo che la divorerà. Una prova mirabile in cui l'attrice coadiuvata da una Giovanna Di Rauso in gran forma (la sorpresa della serata) dà allo spettacolo e all'autore uno straordinario afflato poetico cui si conforma, pur con qualche esitazione, il protagonista ma- schile Massimiliano Gallo. Esito salutato dal pubblico con entusiasmo e gratitudine che rende onore alla classica versione del testo curata da Masolino d'Amico.

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO - Napoli, teatro Mercadante.