Conquista e commuove la sofferta storia d'amore

di Thea Sharrock con Emilia Clarke, Sam Claflin, Charles Dance, Janet McTeer

Se Quasi Amici aveva trattato il tema della tetraplegia con ironia e simpatia, Io prima di te, tratto dall'omonimo bestseller di Jojo Moyes, riesce ad allargare il campo visivo, affrontando anche la delicata questione dell'eutanasia, pur senza perdere di vista il pubblico giovanile di riferimento, spettatori magari erroneamente convinti di andare a vedere una sorta di nuovo Colpa delle stelle. Certo, c'è la malattia, la morte che incombe, il sentimentalismo, il grande amore, due attori belli e giovani, ma qui, grazie alla solidità della regia e alla bravura dei due protagonisti (non a caso, entrambi provenienti dalla solida scuola britannica) siamo ad un livello decisamente più alto, quasi da pubblico maturo.

Will Traynor (Sam Claflin, affermatosi con Hunger Games) è un uomo d'affari, amante dell'avventura, felicemente fidanzato, cui tutto sembra girare a mille. Una mattina, però, viene travolto da una moto ritrovandosi tetraplegico e costretto, così, a dipendere in tutto dagli altri, in particolare dai ricchi genitori. Che per aiutarlo a superare il trauma, gli assumono Lou (l'Emilia Clarke, apprezzata in Game of Thrones), una sorta di «dama da compagnia», incrocio tra Bridget Jones e la Dorothy del mago di Oz. Una ragazza sempre allegra, positiva che, pian piano, riuscirà ad abbattere, con la sua gentilezza, le barriere innalzate dal giovane paziente. Quasi inevitabile che il rapporto di lavoro si trasformi in qualcosa di più profondo, ma una decisione tremenda potrebbe pregiudicare il loro futuro.

Le lacrime le verserete, care spettatrici, e quindi preparatevi ad una serata tra amiche con fazzolettini usa e getta in abbondanti quantità. Perché, ribadiamo, il film piacerà e molto anche al pubblico adulto che ripenserà magari, al vecchio Love Story, pur rivisitato in chiave nuovo millennio. Non aspettatevi un capolavoro, sia chiaro, ma apprezzate la bravura dei due empatici interpreti capaci, anche solo con una espressione del viso, di raccontare, in modo credibile, mille emozioni.