Le copertine scandalo e i dischi introvabili: l'America dei Baronetti

A cinquant'anni dallo sbarco dei Beatles Oltreoceano rimasterizzati i tredici album realizzati per gli Usa

Lotta contro l'estinzione il collezionista, quello che compra ancora dischi. In genere ha superato la quarantina, disturba il vicino con i potenti bassi delle sue Jbl e neutralizza la musica liquida grazie al deumidificatore. Prima di finire nelle garzantine - sezione specchio d'altri tempi - manda avanti il mercato sperperando in ristampe e cofanetti.

Versioni definitive che definitive non sono mai, neanche in edicola. Stavolta l'acquisto ha un senso. Il 21 gennaio esce l'atteso cofanetto integrale dei Beatles americani, una rarità, materiale atteso una vita dagli appassionati, molti dei quali delusi dal box Capitol del 2006. The Beatles U.S. Albums Box Set contiene, infatti, la ristampa rimasterizzata di tutti e 13 gli album pubblicati negli Usa in doppia versione stereo e mono, opere strategicamente appetibili e praticamente introvabili (per 5 album è la prima uscita in cd!) se non in versione pirata o usata in vinile. E tre giorni dopo i Beatles riceveranno anche un Grammy alla carriera.

Di carne al fuoco ce n'è pure troppa. Nel cofanetto ci sono le versioni americane di Help!, Rubber Soul e Revolver. C'è Hey Jude, il disco dei Beatles (più venduto in Italia) con tutti i singoli (e molti lati B) che non furono inclusi negli album ufficiali (Lady Madonna tanto per gradire). E c'è soprattutto Yesterday and Today, l'infame compilation famosa più che altro per la copertina dei Beatles-macellai che massacrano un paio di neonati e se la ridono pure. Manichini, per carità, ma la Capitol dopo tre settimane fu costretta a cambiare foto e scegliere lo sfondo del valigione da emigrante. Disco che ora sul mercato degli lp vale un duemila euro. Ma questa è solo la prima mossa dei festeggiamenti per il primo tour dei Fab Four negli Stati Uniti, un viaggio avvenuto mezzo secolo fa. Come noto, le versioni statunitensi differiscono nella scaletta rispetto alla versione inglese. La collezione nel cofanetto inizia con Meet the Beatles! del 1964 e si chiude appunto con Hey Jude del 1970. Anche qui celebre la copertina (l'ultima foto scattata insieme) con i barbuti baronetti in nero davanti alla nuova casa di Lennon con l'aria depressa.

I Beatles sbarcarono dall'altra parte dell'Atlantico il 7 febbraio 1964, vennero accolti da 300 fotografi, 5000 ragazzine urlanti e una limousine a testa. Due sere dopo l'atterraggio al JFK, la band (o, come si diceva allora, il complesso) partecipò all'Ed Sullivan show. Il bravo presentatore era scocciato, detestava la loro musica e li trattò con sufficienza. Poco importò, gli ascolti furono favolosi: 73 milioni di spettatori, record assoluto. Che dire, il loro arrivo in America, i loro coretti beat, cambiarono di colpo l'attitudine all'ascolto della musica pop, fino a quei giorni ancorata al suono di Memphis, ad Elvis e alla scuderia Motown. È l'inizio della Beatlemania. L'enorme popolarità dei Beatles negli Stati Uniti comincia nel gennaio 1964 con il singolo I Wanna Hold Your Hand, un milione e mezzo di copie in 3 settimane. Si decise per lo sbarco il mese successivo. La visita, pubblicizzato con cinque milioni di manifesti, divenne una svolta nella storia del quartetto di Liverpool e il punto di partenza della cosidetta «British Invasion». I Beatles tornarono negli Stati Uniti nell'agosto 1964 e nell'agosto del 1965. In quell'occasione Lennon fu contestato per la sua personale visione del Cristianesimo. Il tour 1966 segnò, invece, la fine dell'attività dal vivo. Da lì in poi i Beatles pensarono solo agli lp, con l'unica eccezione del concerto lampo (non autorizzato) di mezzogiorno sul tetto della Apple Record.

Quanto al Box, intorno ai 150 euro, si presenta simile all'altro cofanetto The Beatles in Mono del 2009. Anche qui grandi foto di John, Paul, George e Ringo con sfondo a stelle e strisce e cd dalla custodia in vinyl replica stile giapponese. Tutto è maniacalmente accurato, a cominciare dall'interno dove compare la pubblicità dell'epoca. C'è da dire che gli album americani continuano ad essere questione di disputa tra i fan. Gli integralisti sostengono che gli album inglesi sono da preferire perché riflettono la sequenza delle canzoni e la qualità del suono così come era stata intesa in studio da Epstein prima e da Martin dopo. Inoltre le versioni americane sono più brevi (in genere 12 canzoni rispetto alle 14 inglesi). Fino a marzo i cd potranno essere acquistati singolarmente e - pare - a prezzo speciale. In caso sapete già quali comprare.