Così volle essere sepolto Dino Ferrari: in camicia nera e con il labaro del Msi

L'incredibile celebrazione di un funerale "fascista" nell'Emilia rossa del '56

Correva l'anno 1956, studiavo al Liceo Classico Statale Muratori di Modena e ricoprivo la carica di segretario provinciale giovanile del Msi. Il 30 giugno si ebbe notizia della morte di Dino Ferrari, primogenito del Commendatore, da tempo malato di distrofia muscolare.

Brillante ingegnere, era coinvolto nel progetto per la realizzazione del nuovo motore a sei cilindri a V da 1500 cm3, che debutterà dieci mesi dopo con il nome «Dino».

Fui chiamato al telefono dalla segreteria della Ferrari e invitato ad un incontro nella sede di Maranello. Appena giunto, fui introdotto alla presenza del patron Enzo Ferrari. L'avevo già visto in città, anche perché da tempo frequentavo il Caffè Ristorante La Fontana, in Largo Bologna, ritrovo dei piloti della sua Scuderia, che alloggiavano all'Hotel Reale, sul lato opposto della piazza. Avevo fatto confidenza con Ascari, Musso, Castellotti, Perdisa... A volte portavo per loro pellicole a Milano, per lo sviluppo di fotografie a colori, non praticato allora a Modena. Tuttavia ero emozionato al cospetto dell'austero e imponente personaggio e perplesso circa i motivi dell'incontro.

Mi disse subito che adempiva un desiderio del figlio Dino. Dino, mi disse, avrebbe voluto da anni iscriversi al Msi; vi aveva rinunciato per riguardo all'azienda, date le circostanze di luogo e di clima politico. Vicino a morire, però, aveva chiesto al padre d'essere sepolto con indosso la camicia nera e di avere al funerale il labaro del Raggruppamento Giovanile missino. Pienamente consapevole dei probabili inconvenienti conseguenti, Lui intendeva onorare la volontà del figlio.

Così, il Labaro del RR.GG. del Msi di Modena, intitolato alla Dalmazia e all'Istria, scortato da me e da altri numerosi giovani militanti, accompagnò il feretro di Dino Ferrari. Senza, in verità, un segno né una voce di dissenso, in una terra di comunisti, che nell'occasione seppero tacere e rispettare, non certo per noi, ma per il grande vecchio.

Il quale, è vero, figurava puntualmente fra i generosi sponsor delle annuali Feste dell'Unità, ma in cuor suo doveva consentire con Dino, se in seguito potei accompagnare a cena, nella sua casa di Maranello, sia Almirante sia De Marzio. E fui invitato al rinfresco in occasione della laurea honoris causa in ingegneria meccanica, conferitagli dall'Università di Bologna, presenti anche ex esponenti del Fascismo, di tutto rilievo, quali Cacciari (quello fascista e «repubblichino»...) e Franz Pagliani (luminare di medicina ma, soprattutto, responsabile delle Brigate Nere in Emilia nel tempo crudele della Guerra Civile).

Era l'anno 1960.

Commenti

giovanni951

Mar, 04/04/2017 - 09:35

orca miseria...volevo comprare una Ferrari ma a dopo aver letto questa terribile notizia ci rinuncio. Una Panda e via andare.

fifaus

Mar, 04/04/2017 - 09:58

Storia poco nota, perché scomoda per i compagni. Grazie

accanove

Mar, 04/04/2017 - 11:34

rispetto sia per l'ingegnere giovane e la sua sofferenza di vita sia per l'ingegnere anziano che ha rispettato fino all'ultimo i desideri del figlio, ammiro per entrambi la "delicatezza" nel perseguire le proprie idee politiche nel rispetto degli altri.

moshe

Mar, 04/04/2017 - 13:02

Grande uomo, fino alla fine.

btg.barbarigo

Mar, 04/04/2017 - 13:45

Grandi personaggi degni di onore.

Ritratto di bobirons

bobirons

Mar, 04/04/2017 - 14:02

Oggi, h. 12,55 - Nel 1956 vigeva già la Costituzione della Repubblica Italiana che sancisce negli articoli 3, 21 e 49 la piena libertà di pensiero. Dimostrazioni ed azioni contro chi professa una qualsiasi Fede politica sono quindi più che illiberali, sono illegali

Ritratto di Alleaf55

Alleaf55

Mar, 04/04/2017 - 14:02

Una vera Famiglia si riconosce dalla condivisione di Sentimenti ed Idee che, con giusta fierezza, non scendono mai a compromessi per convenienza, per denaro o per paura dell'arrogante di turno. Onore imperituro a Dino e ad Enzo. Presenti !!

Ritratto di pvitolo

pvitolo

Mar, 04/04/2017 - 15:13

Sarebbe bello se l'Italia fosse sempre così, con avversari politici (non nemici) che si rispettano.

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Mar, 04/04/2017 - 17:22

Onore a Dino Ferrari.

massmil

Mar, 04/04/2017 - 17:29

Giusto, uno dei pochi ad essere coerente. Rarità in questa Italia

Pinozzo

Mar, 04/04/2017 - 18:08

E chissenefrega?

sparviero51

Mar, 04/04/2017 - 18:56

UNA DELLE GRANDI VERGOGNE DI QUESTA ITALIA ROSSASTRA È IL NON AVER CANDIDATO MAI A SENATORE A VITA ENZO FERRARI . PROBABILMENTE NON AVREBBE ACCETTATO, SCEVRO COME ERA DALLE BEGHE DI UN SOTTOBOSCO POLITICO DA OPERETTA COMUNISTOIDE . IL MARCHIO FERRARI È IL PIÙ CONOSCIUTO AL MONDO .QUI'INVECE SI INTITOLANO AULE DEL PARLAMENTO A TERRORISTI NO GLOBAL !!!

sparviero51

Mar, 04/04/2017 - 19:01

giovanni951 : LASCIA PERDERE, NON SARESTI IN GRADO NEANCHE DI APRIRE UNA PORTIERA DI UNA FERRARI !!!

roberto.morici

Mar, 04/04/2017 - 19:32

lo sanno i fscisti rossi, nuovi partigiani>?

Ritratto di wilegio

wilegio

Mer, 05/04/2017 - 00:25

Un grande uomo, che ha sempre avuto il coraggio delle proprie idee, e le ha portate avanti in faccia e alla faccia di tutti. Un carattere difficile, un personaggio scomodo per molti, ma non per questo meno grande.

Ritratto di abj14

abj14

Mer, 05/04/2017 - 03:31

Pinozzo 18:08 "E chissenefrega?" - - - Appunto, nessuno se ne frega e finanche se ne stra-frega di un beota come Pinozzo.

lento

Mer, 05/04/2017 - 07:52

Solo Grandi Uomini nel Fascismo ! "Per essere precisi : Dino veniva chiamato, ma il suo nome rea Alfredo Ferrari !

AMOX

Sab, 08/04/2017 - 22:31

AMOX1989. DINO INGEGNERE DI TALENTO FIGLIO DI ALTRETTANTO TALENTO HA FATTA UNA SCELTA CHE IN TERRA LO AVREBBE CONDANNATO ALL'INFERNO. NON SAPPIAMO DOVE SIA FINITO IN CIELO CON COTANTA UNIFORME. IN TERRA CON UNA CAMICIA ROSSA E UNA FALCE E MARTELLO LO AVREBBERO DESTINATO AL PARADISO E IN CIELO COME SAREBBE FINITA???