Cristiana Capotondi: "Molestie? Combattere il sensazionalismo"

Cristiana Capotondi torna a parlare del caso molestie e di Fausto Brizzi: "Occorre difendersi dal sensazionalismo"

Nel suo ultimo film Cristiana Capotondi interpreta Nina, una donna delle pulizie che decide di ribellarsi alle molestie del proprio datore di lavoro. Nina non sta in silenzio, come fanno le altre colleghe, ma denuncia tutto e non "scende a compromessi" pur di fare carriera. La sua storia si avvicina incredibilmente allo scandalo sulle molestie nel mondo dello spettacolo che hanno travolto Hollywood.

"Mi riconosco molto in Nina - spiega la Capotondi in una intervista al Quotidiano Nazionale - nella sua necessità di non scendere a compromessi con i propri valori. E per lei, come per me, la sensazione di essere soli a difendere un' idea non toglie la forza, anzi. Dà una fortissima spinta a combatterenecessità di non scendere a compromessi con i propri valori".

Il film, intitolato "Nome di donna", è diretto da Marco Tullio Giordana. Ma nella sua carriera la Capotondi vanta però la collaborazione con Fausto Brizzi, principale accusato del caso molestie in Italia. La trasmissione Le Iene nei mesi scorsi ha mandato in onda diverse interviste di aspiranti attrici che raccontano di provini tutt'altro che professionali che il regista italiano avrebbe realizzato nello "studio adibito a casa".

La Capotondi è stata una delle attrici che, nel pieno della bufera, si sono schierate al fianco del regista Brizzi. "Non penso sia necessario mettere in discussione il rapporto fra uomini e donne - dice oggi l'attrice - Quello che è necessario, invece, è costruire una cultura che permetta alle conquiste professionali di svilupparsi in un percorso sano". E nel giorno in cui Laura Boldrini e Asia Argento tornano a fare la predica sulla "anomalia italiana" nel caso delle molestie, la Capotondi afferma di non aver cavalcato l'onda delle denunce perché "mi sono solo sentita di rimanere umanamente vicina a una persona e a una famiglia che sono state travolte da dichiarazioni di cui ancora oggi non è stata verificata la fondatezza". "Dobbiamo combattere tutti gli abusi di potere - conclude l'attrice - inclusi quelli commessi da un certo sensazionalismo mediatico".

Commenti

GioZ

Lun, 09/04/2018 - 11:04

Finalmente un po' di buon senso e soprattutto di professionalità.

Ritratto di adl

adl

Lun, 09/04/2018 - 11:43

La vera anomalia italiana e non solo, risiede nel considerare il normale buon senso della Capotondi, un'eccezione. La devastazione POL CORR è ormai l'aberrante normalità.

rosa52

Lun, 09/04/2018 - 11:59

ogni tanto un'attrice anche intelligente!!!

Tiger58

Lun, 09/04/2018 - 12:51

La tentazione di far valere il proprio potere nei confronti degli altri (specie se dell'altro sesso) è sicuramente molto radicata e senza dubbio può, purtroppo, influenzare carriera e vita privata delle persone. Il limite con la violenza è però una cosa diversa... Non puoi sentirti obbligato a cedere per ottenere o conservare un posto di lavoro od un vantaggio professionale. In questo caso devi avere il coraggio di denunciare il fatto pur se con il rischio di perdere l'occasione. E' brutto da dire ma è così... Se cedi, sei sicuramente una vittima, ma resta una tua scelta ed il tuo "carnefice" non può essere perseguibile per legge se non commette un abuso.