Il cyberbullismo raccontato con tragicomica inconsistenza

A genoux les gars, In ginocchio ragazzi, di Antoine Desrosières, ieri al Certain Regard, è un film che alla conferenza stampa di presentazione del Festival è stato trasformato nel «simbolo delle nuove relazioni uomini-donne». Il titolo inglese, Sextape, rimanda al mondo soprattutto giovanile delle riprese hard con il cellulare che spesso diventano arma di ricatto e si trasformano in bullismo sessuale maschile. Desrosières ha scelto di trattarlo in una maniera leggera, più ironica che drammatica, due sorelle arabo-francesi, Yasmina e Rim, i rispettivi ragazzi, Salim e Majid, il complicato rapporto di sudditanza psicologica che a un certo punto viene a instaurarsi nei confronti della più piccola del quartetto, apparentemente la più indifesa...

Per quanto il film duri un'ora e mezza, dura sempre troppo e il fastidio ha a che fare soprattutto con l'inconsistenza dei personaggi maschili, due perfetti cretini la cui ossessione per il sesso deriva dal non averlo mai fatto e da una nascosta omosessualità che vede nella fellatio la propria ragion d'essere. Ma anche la controparte femminile non spicca quanto a materia cerebrale e la scarsa avvenenza della vittima della clip, non aiuta. Il film si avvale comunque di dialoghi spiritosi nel rendere un mondo giovanile che ha la pienezza intellettuale di una piscina per neonati, e di una colonna sonora in stile ye-ye che aiuta a passare il tempo a chi, come chi scrive, adora questo genere di kitsch tipicamente francese, ma non è sufficiente a uccidere la noia. Costruito come un racconto che dalla sottomissione conduce alla emancipazione sentimentale e sessuale, sorta di viaggio iniziatico tragico-comico attraverso il regno delle frustrazioni e delle violenze maschili, A genoux les gars è un'occasione perduta. SS