Dai Deep Purple ai Led Zeppelin Così rinascono i capolavori rock

Quando sembra sul punto dell'estinzione, ecco che il rock, quello vero, quello duro, tira fuori le unghie anche lavorando di ristampa. Oggi si galleggia così. Se poi la registrazione è dal vivo le chance di vendere si moltiplicano col dvd. Da qui alla prossima estate c'è un gradito intoppo di storiche riedizioni che abbracciano mezzo secolo di musica e palco. Si parte dai fine Sessanta degli Zeppelin, passando per il grunge dei Novanta fino ai giorni nostri con Oasis e Springsteen. Il rock è vivo più che mai, basta andarlo a stanare non certo nei migliori autogrill.
In dettaglio si va dagli inediti dei Led Zeppelin - il cui box con i primi tre album rimasterizzati sarebbe già pronto per uscire - alle riedizione del classico Superunknown (1994) dei Soundgarden e Definitely Maybe (1994) degli Oasis che annunciano anche un live a corredo (Live Forever). E poi c'è l'intero catalogo del Boss che subirà una bella lucidatura in vista dell'autunno. Quanto agli Oasis, al previsto maniacale cofanetto di 6 cd più 2 vinili si affiancherà uno «semplicemente» triplo. Uscita il 19 maggio.
Detto questo, le bombe sono indubbiamente il nuovo remastering dei Led Zeppelin e la riedizione di uno dei concerti rock più celebri della storia, quel Made in Japan che ancor'oggi abbaglia per il suono potente e preciso. Concerto che esce in cofanetto quadruplo(il quarto cd, di inediti, pare sia una meraviglia) e un dvd. C'è tutto l'occorrente per documentare la celebre minitournée giapponese dell'estate 1972, un'estate che doveva servire per registrare un doppio vinile per il mercato giapponese. Invece si stava facendo la storia della musica. Quell'estate lì i Deep Purple la stavano passando a Roma, faceva un caldo boia (i condizionatori non erano ancora un must negli hotel) e le idee scarseggiavano. Così il gruppo cedette alla pressante proposta di partire per Tokyo e Osaka, due date e poi tutti a casa. Il fido Martin Birch si sarebbe occupato dei nastri una volta tornati a Londra. Solo che il lavoro dei tecnici giapponesi fu talmente buono che i ritocchi ad Abbey Road furono ridotti al minimo. Una una volta sul piatto la registrazione cattura tutta l'energia del palco, ogni brano è una versione immensa e migliore della controparte in studio. Il crescendo di Gillan in Child in Time supera in bellezza quello, già supefacente, contenuto in In Rock. Richie Blackmore in Smoke on the Water ribadisce il riff e quei maledetti accordi che verranno imparati (fin troppo) a memoria. Fin qui l'arte. La tecnica? Stupefacente. La gamma dinamica è infinita, da vero spettro rock: cuffietta vietata dunque. Uscita prevista a maggio. Made in Japan è generalmente inserito in un lotto di live considerati indispensabili assieme a Live Dead (1969) dei Grateful Dead; Live at Leeds degli Who (1970); At Fillmore (1971) degli Allman Brothers, Live at Wembley Stadium dei Queen (1986).
Come detto, non finisce qui. Dopo Pasqua è prevista l'uscita della prima tranche dei Led Zeppelin rimasterizzati. Tocca rimediare al disastro della doppia raccolta Mothership che prevedeva la rimasterizzazione ma che all'ascolto replicava il fiacco suono delle edizioni precedenti. Detto questo l'inaccettabile distorsione del crescendo finale di Whole Lotta Love dipende dal master. In uscita anche Tanx e Zinc Alloy in versione deluxe set (4CD+DVD) dei T-Rex di Marc Bolan, la cui musica ha subito una gradita pubblicità dal film Dallas Buyer's Club. Nel caso cominciate a risparmiare.