Dalle pasticcerie alle chiese in tv piacciono le sfide estreme

In principio furono le case, quelle degli americani meno fortunati, a essere trasformate in regge in soli sette giorni dal team di Extreme Makeover: Home Edition, reality coprodotto dalla ABC e da Endemol dal 2003 al 2012 e ancora in onda in Italia su Sky Uno e La 5. Poi arrivarono i ristoranti, salvati dall'icona della buona cucina 15 stelle Michelin Gordon Ramsay. Luoghi «da incubo», che grazie all'aiuto del superconsulente venivano trasformati in attività di successo. Un format, quello di Hell's Kitchen, inaugurato dallo chef scozzese nel 2004 sulla televisione britannica e al momento in onda su Real Time, che in dieci anni si è allargato non solo alle cucine inglesi, americane e dall'anno scorso anche a quelle italiane, ma ha fatto cambiare volto anche ad altri generi di attività. Saloni di parrucchieri, hotel, pasticcerie: tutti sull'orlo del fallimento, ma che grazie al coach famoso hanno l'opportunità della vita. Nell'ultimo decennio abbiamo assistito agli show americani, in Italia trasmessi sempre su Real Time, Tabatha's Salon Takeover, pensato per i saloni di hair style in crisi, Hotel Hell, reality «salva alberghi» condotto da Gordon Ramsay di cui è in programma una seconda edizione e, a inizio 2014, alla prima serie di Bakery Boss: Sos Buddy con il pasticcere italo-americano Buddy Valastro.
Ecco, ora tocca alle chiese. Quelle di Church Rescue, dal 20 aprile ogni domenica in prima serata su Nat Geo People (410 di Sky), reality che aiuta le congregazioni in difficoltà rimettendo in sesto, e sul mercato, edificio, comunità e parroco. Tutte le chiese sono americane, ma sia mai che, come per le cucine, non venga pensata anche una versione Made in Italy, vista la quantità di edifici religiosi in stato di degrado su tutto il territorio nazionale. «Guidare una chiesa richiede più della fede»: ne sono convinti i tre reverendi Kevin “Rev Kev” Annas, Anthony “Gladamere” Lockhart, e Jerry “Doc” Bentley, che hanno aperto una società di consulenza nel 2010 e dopo tre anni hanno fatto della loro attività un programma tv. Perché anche la chiesa deve diventare un'impresa di successo, se vuole diffondere al meglio la parola di Dio. E i dati forniti da National Geographic dimostrano quanto l'operazione sia difficile. In America esistono infatti 300mila congregazioni religiose, ma sono poche le chiese che riescono a rimanere in piedi oltre un decennio: il 40% fallisce in un anno, l'80% nel giro di cinque anni. Il trio di «salva chiese», composto da un esperto di marketing, un analista finanziario e un consulente spirituale insegnano quindi a concepire l'attività religiosa anche in maniera imprenditoriale. Sei puntate che diventano anche un viaggio nel credo americano attraverso comunità battiste, ebree, di bikers, parareligiose, tutte di belle speranze ma povere di offerte.
Si fermi chi pensa che l'operazione sia blasfema, perché è stata «benedetta» anche dal Christian Post, il più grande giornale cristiano del mondo. E se l'approccio può sembrare a volte un po' sopra le righe, nella prima puntata ala moglie del prete biker intenta a vendere gadgets della chiesa scappa un «se ferisci qualcuno con questo coltellino è tutto ok», l'approccio del trio al vangelo è serio e conservativo: «crediamo nell'assoluta verità delle scritture - spiega il trio al Christian Post - noi stiamo vendendo il prodotto più importante che ci sia in questo pianeta».
E se l'arrivo di «church coach» nostrani pare improbabile, almeno a breve, altri spin-off più tradizionali vanno forte: il 7 maggio in prima serata su Fox Life (Sky 113) parte infatti Cucine da Incubo 2 Italia, con lo chef Antonino Cannavacciuolo addetto al salvataggio dei ristoranti italici, mentre nell'estate prossima è prevista la seconda edizione di Extreme Makeover: Home Edition Italia, condotto da Alessia Marcuzzi. Tutto italiano è invece Giardini da incubo, reality show da domani in onda su Sky Uno alle 19.50, dedicato agli aspiranti pollici verdi italiani e condotto dall'ex azzurro di rugby Andrea Lo Cicero.