De Niro invita il divertente Paolo Genovese

Massimo BertarelliIncredibile. A De Niro piacciono i film divertenti. Perfino se italiani. Chiunque si sarebbe aspettato che allo snobissimo Tribeca Film Festival newyorchese, fondato dal venerabile divo americano fosse invitato, che so, l'ultimo capolavoro di Sorrentino o di Moretti. Sì, insomma, uno di quei film che mandano in sollucchero la critica colta e dove il coro degli sbadigli rischia di soverchiare la colonna sonora. Invece ecco la sorpresa: al prossimo Tribeca, dal 13 al 24 aprile, nella sezione International Narrative Competition è stato chiamato Perfetti sconosciuti, di Paolo Genovese. Una scelta sbalorditiva, se si pensa che il serioso De Niro deve aver riso non più di tre volte in vita sua, comunque mai al cinema. Chissà, forse devono avergli riferito che il film sui telefonini, in cui si svelano i segreti inconfessabili di tre coppie e di un misterioso single, è roba da psicanalisti e che i giornali italiani ne hanno affidato il commento ai sociologi prima che ai critici. Tutto vero. Ma probabilmente i suoi solerti informatori, i quali gli avranno di certo detto che il film è da tre settimane il più visto in Italia, si sono dimenticati di avvertirlo della cosa più inquietante: si ride dall'inizio alla fine.Uno psicologo piazzato davanti allo schermo si domanderebbe quanti tra i suoi pazienti sarebbero in grado di reggere un confronto così crudele con partner che si rivelano una sconosciuta o uno sconosciuto. Lo spettatore della domenica va in sala perché confortato dal giudizio degli amici e di chi si fida, ma guarda un po', ben più dei critici. Di sicuro il gioco dei telefonini piazzati sulla tavola, con il vivavoce in funzione e l'obbligo di leggere a pieni polmoni tutti gli sms in arrivo, intriga. Ma se i dialoghi fossero stati scritti, tanto per buttar lì un nome, anzi due, dai fratelli Taviani, la coda nelle sale sarebbe soltanto verso l'uscita. Il passaparola ha invece compiuto il miracolo, per altro più ricorrente di quello di San Gennaro, tanto che certe battute si conoscono a memoria ancor prima di sedersi in poltrona.Quindi, al tirar delle somme, De Niro potrebbe anche pentirsi di così grande azzardo. Che cosa mai direbbero colleghi e sodali, se guardando Perfetti sconosciuti scoppiasse a ridere per la quarta volta?