Debiti, stipendi e consulenze Il Salone di Torino parte in salita...

Resta in salita il cammino verso la prossima edizione del Salone del libro di Torino, dal 10 al 14 maggio. La situazione risulta infatti complicata su più fronti e molte sono le questioni rimaste in bilico tra vecchia e nuova gestione.

Il primo nodo dolente è quello degli spazi. L'unica location possibile per il Salone che incombe è il Lingotto. Però la francese «Gl events» prima di firmare per il salone 2018, i cui costi sono tutti coperti, pretende di venire a capo del debito accumulato dal Salone negli anni precedenti. Come spiega la Stampa, i padroni del Lingotto attendono ancora 900mila euro dalle edizioni passate. Regione e Comune stanno trovando il modo di reperirli ma ovviamente si arriverà a siglare un accordo definitivo (probabilmente entro questa settimana) solo quando «Gl events» si riterrà soddisfatta.

Nel frattempo sicuramente soddisfatto non è chi materialmente si deve occupare di realizzare l'edizione 2018 del Salone del Libro. Gli addetti della Fondazione, a cui molto si deve per il salvataggio in extremis dell'edizione dello scorso anno, non hanno ricevuto lo stipendio 27 marzo e non è detto che lo riceveranno il 27 aprile. Perché? Perché i conti correnti della Fondazione, messa in liquidazione, sono tutti bloccati. Quasi tutti i creditori, circa 700, si sono mossi con l'avvio dei decreti ingiuntivi e alcuni (come spiega l'edizione locale di Repubblica) hanno chiesto di rivalersi sui soci, quindi Regione Piemonte, Comune di Torino e Intesa Sanpaolo. I conti e i flussi di denaro che riguardano la Fondazione per il Libro, ora affidata al liquidatore Riccardo Rossotto, sono stati fermati su disposizione del Tribunale di Torino. Ora Rossotto sta cercando di sbloccare la situazione ma le tempistiche non sono chiare.

Nessun problema, invece, per i compensi del direttore Nicola Lagioia e dei consulenti della Fiera. Pagamento che viene erogato direttamente dal Circolo dei Lettori. Fatto che non è passato inosservato ai sindacati, a partire dalla Cgil. Quei 150mila euro destinati alle consulenze ora stridono molto di più che in passato. E il sindacato s'interroga sull'opportunità di imbarcare altre persone, pagate attraverso il Circolo dei Lettori, invece di ottimizzare utilizzando solo risorse interne.