Off difende gli operatori di cultura

Al momento di saldare il conto dell'idraulico cosa fate? Gli corrispondete il dovuto per il lavoro svolto o lo liquidate dicendogli che il suo progetto è splendido ma purtroppo non c'è budget e però gli potete garantire visibilità postando la foto della sua prestazione su Instagram? E, nella seconda ipotesi, quale pensate che sia la sua reazione? Passando agli operatori culturali cambia tutto, a partire dalla suddetta reazione, di solito un silenzio risentito quando alla voce «saldo finale» subentra il melanconico «non pervenuto». Troppo spesso le professionalità non vengono considerate per quello che sono: attività che in quanto tali vanno riconosciute (anche) a livello economico. Ma il lavoro culturale viene percepito come un servizio di soggetti che se li paghi a babbo morto non sgomitano lungo la Main Street per riscuotere il credito. E infatti i professionisti culturali sono brave persone (citofonare Riccione Incontra, con tecnici e artisti per i quali ha dovuto pagare Pantalone), che fino ad ora sono state buone e però anch'esse nel loro piccolo s'incazzano: da oggi con loro c'è OFF. Scrivete (direttore@ilgiornaleoff.it), perché la festa dei furbi è finita.