Domenica In, Marco Bocci si sfoga sull'herpes al cervello. "Aveva preso la parte della memoria e la parola"

Nella nuova puntata di Domenica In, Marco Bocci si è raccontato a ruota libera su vita e carriera, dopo essere guarito dall'herpes che lo aveva colpito al cervello

Lo scorso 24 novembre, è stata trasmessa la nuova puntata di Domenica in , format condotto da Mara Venier, che ha visto presentarsi tra gli ospiti in studio Marco Bocci. Nato a Marsciano, classe 1978, diventava famoso agli occhi dei telespettatori per il ruolo di protagonista interpretato nei panni del vicequestore Domenico Calcaterra, per la serie Squadra Antimafia. E, alla conduttrice veneziana, Bocci ha concesso un'intervista esclusiva, in cui si è lasciato andare ad alcune confessioni su vita e carriera. L'interprete umbro è recentemente riuscito a coronare il sogno di diventare regista per il nuovo film, A Tor Bella Monaca Non Piove Mai, ed è reduce dalla sua battaglia affrontata contro l'herpes che lo aveva colpito al cervello.

"Vedere la mamma di Nadia così forte, da portare avanti tutto quello che avrebbe voluto la figlia, mi commuove ed è difficile cambiare registro completamente". Queste ultime sono le parole con cui ha esordito la Venier rivolgendosi a Marco Bocci, entrato in studio dopo l'ospitata della mamma di Nadia Toffa, Margherita Rebuffoni, che ha pubblicato per la compianta figlia il libro postumo Non fate i bravi. Dopo la commovente parentesi, aperta in ricordo dell'ex Iena, la conduttrice ha intervistato Bocci. "Avevo iniziato a fare l'attore dilettandomi in spettacoli di piazza", ha fatto sapere per quanto riguarda la sua carriera. "Se mi dispiace essere piacente? -l'autore, attore e regista passa poi a raccontarsi come sex symbol-. Non è che posso dire 'oh Dio mio, come sono sfigato che posso piacere a qualcuno'... è chiaro che far vedere qualcosa al di là dell'aspetto fisico diventa poi più complicato...io sono tendenzialmente un problematico di natura, come dice mia moglie che è più leggera, più concreta. Io sono cerebrale, mi perdo in mie elucubrazioni mentali. Mi piace fare dei viaggi nella mia testa. Mi piace inventare delle storie che nascono da me, anche per sfogare me stesso. La scrittura è una sorta di valvola di sfogo. Mi ha evitato qualche sciocchezza".

Incalzato dalle domande della Venier, Marco Bocci ha svelato l'arcano sulla sua prima chiamata inoltrata all'attrice Laura Chiatti, nonché sua attuale moglie: "Per 5 anni ho sempre detto che mi era partita la chiamata per sbaglio, invece era partita la chiamata perché voleva partire. Ci eravamo scambiati i numeri 14 anni fa, lei già lavorava come attrice. Ero in vacanza in Sicilia, stavo a cena e trovai il coraggio di chiamare Laura Chiatti. Non le ho mai detto nulla, me la sono sempre tirata".

L'ospite in studio a Domenica in è, poi, tornato a parlare della malattia che ha dovuto combattere recentemente e che ha superato soprattutto grazie al supporto della moglie: “Era un banalissimo herpes, che invece di prendere le labbra, a me era entrato al cervello. Mi aveva preso la parte della memoria e della parola. Brava Laura che mi ha rianimato in casa. Grazie ai medici la cui prontezza ha fatto sì che non avessi danni. Gli effetti dell’herpes sulle labbra sono una cosa, sul cervello sono un’altra“. L'herpes da cui era affetto lo aveva portato a subire tre giorni di coma: “Viviamo tutti la nostra vita pensando di essere invincibili. La reazione che ha scatenato in me questa vicenda è stata quella di godermi ogni momento della vita, senza troppe elucubrazioni mentali”.

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