Due gatte sul tetto del pop Lady Gaga e Katy Perry la dura sfida per il trono

Tra poco i nuovi singoli. E tra strategie on line e campagne virali le due star danno una spietata lezione di marketing multimediale

Poi uno dice le popstar tipo Lady Gaga o Katy Perry. Mica solo canzonette e fondotinta, come ai bei tempi. Ora stanno per pubblicare i nuovi dischi ed è marketing strategico, signori, di quello spietato e un pelo pure ansiogeno visto che corre sul filo delle ore: una sfida a colpi di teaser, leak sul web, indiscrezioni, campagne virali sui social network sempre più centrali nella comunicazione. Per capirci: non è più una scazzottata stile Beatles e Rolling Stones, gli uni «contro» gli altri in fondo per darsi una mano a vicenda. Qui loro due corrono su strade diverse e manco si filano l'una l'altra. Però hanno scatenato due delle più gioiose macchine da guerra della promozione discografica da un bel po' a questa parte.

Dunque il 19 esce il nuovo singolo di Lady Gaga, che si intitola Applause e anticipa il nuovo disco Artpop in arrivo qui da noi il 12 novembre. Preceduto da uno stillicidio di dettagli, veri o falsi non importa. In poche settimane (prima ancora di debuttare ufficialmente il 25 agosto agli Mtv Video Awards), lei ha twittato alcuni versi del brano (con una velata allusione che dice suppergiù: «Vi aspetto per zittire i critici che diranno se è giusto o sbagliato»). Poi si è fatta fotografare completamente nuda con le mani a coprire ciò che bisogna coprire, scatenando quindi la faida con i fan di Madonna, visto che pure lei si era fatta fotografare nello stesso modo. Il blogger (madonnaro) Perez Hilton ha subito pubblicato le due immagini affiancate con le rispettive date (1991 per Madonna) e il commento «so reductive», così riduttivo, (lo stesso usato dalla signora Ciccone quando Gaga citò Express yourself nel suo brano Born this way). Apoteosi di ironia, sberleffi, insulti tra fazioni, insomma pubblicità. Poi un'altra foto, sempre nuda ma su di una poltrona futuristica. E poi il leak, ossia la pubblicazione “pirata” sul web, di un'altra canzone, tra l'altro bella (presumibilmente intitolata Aura o Burqa o Behind the aura) che si è propagata online a tempo record fino a farla implorare via tweet «per favore togliete il più possibile questi link». E infine il teaser, che è una campagna pubblicitaria preliminare, una specie di spot dello spot, nel quale lecca quelle che sembrano dita metalliche dicendo: «Sono semplicemente pronta a combattere. Avvia la musica». Al di là dello slogan facile assai, conta l'aspetto: ha i capelli scuri e quasi lisci, niente trucco. D'altronde, da altre indiscrezioni sembra che stavolta Lady Gaga sarà meno gagaista, ossia provocatoria nel look. Meno dark, più semplice. E magari anche più lady, visto che per il nuovo disco sarà vestita pure da Saint Laurent e Balenciaga per quella che il capo del suo team creativo Brandon Maxwell definisce «una svolta chic». Boh.

Comunque, se lei ha appeso le zeppe al chiodo, Katy Perry ha bruciato la parrucca blu cobalto di California gurls. Ovviamente in un teaser, come a dire: il passato è finito, ora sarò diversa. Pure lei. Insomma, ha annunciato il nuovo singolo Roar (in arrivo una settimana prima di quello di Lady Gaga ossia da noi il 13 agosto), e pure le immancabili novità perché una volta il pop era conservatore, adesso se non cambi ogni mezzora sei out. Uno del suo staff ha confermato che la nuova musica di Katy Perry, nata Katheryn Elizabeth Hudson 29 anni fa, sarà «un po' più adulta» e quindi si spera più articolata degli impasti zuccherosi, talvolta al limite dell'iperglicemia, che ha prodotto finora. D'altronde il nuovo disco, in uscita qui in 22 ottobre, si intitolerà Prisme, il che dovrebbe alludere a una sfaccettatura stilistica un po' più complessa di prima. Di certo, lei e la sua squadra ci puntano tanto e in tanti modi. Ad esempio, l'altro giorno ha iniziato a girare per Los Angeles un enorme camion completamente dorato con il nome dell'artista, il titolo dell'album e la data di uscita a caratteri cubitali. Lei ha detto: «Fotografatelo e io vi ritwitterò». Avendo lei oltre 40 milioni di follower, è un invito a nozze. E un'altra dimostrazione che queste due neoregine del pop, entrambe al terzo cd, non saranno prodigi di innovazione ma sono fenomeni da osservare comunque. Se non altro perché tra poco tanti altri li criticheranno/seguiranno/studieranno. Vedrete.