Dumay,violino del 900

Un grande violinista, fra i maggiori del Novecento (oggi colpevolmente poco ricordato), Nathan Milstein, quando ascoltò il violinista Augustin Dumay adolescente, profetizzò: «Credo che prenderà il posto fra i grandi violinisti dell'anno Duemila». E così è stato. Basta sentire il calore del suono, l'eleganza del fraseggio e il temperamento di Dumay, quintessenza della più alta scuola franco-belga (da non dimenticare il perfezionamento per cinque anni con Arthur Grumiaux a Bruxelles). Tecnica e intonazione al servizio totale dell'espressione cantabile è quanto di meglio si possa desiderare per il solista del secondo concerto per violino di Béla Bartòk (1939), un incontro perfetto fra folclore, estroversione virtuosistica e dominio della forma.