Duncan Jones: «In Warcraft anche gli orchi hanno anima»

Pedro Armocida

È uno dei videogiochi fantasy più popolari di sempre. Apparso per i computer nel lontano 1994, Warcraft è giunto sino ai giorni nostri piazzandosi tra i dieci giochi più importanti di tutti i tempi. Dopo decine di iniziative transmediali, con romanzi, racconti, fumetti, giochi da tavolo, mancava solo il film tratto dal videogioco e, a colmare la lacuna, ci ha pensato un regista-giocatore come Duncan Jones, il figlio di David Bowie. Atteso al varco da milioni di fan, il videogioco se la sta vedendo con il loro giudizio soprattutto negli Stati Uniti dove è nelle sale da ieri. Mentre in Italia Warcraft: l'inizio nella prima settimana d'uscita è al secondo posto del botteghino con quasi due milioni di Euro. Il regista, insieme allo sceneggiatore Charles Leavitt, accompagnano lo spettatore all'interno del fantastico e pacifico regno di Azeroth che esull'orlo del tracollo per colpa di una temibile stirpe di invasori: i guerrieri orchi in fuga dalla loro terra agonizzante intenti a colonizzarne un'altra. Da fronti opposti, due eroi si scontrano in un conflitto che decidera il destino delle loro famiglie, del loro popolo e della loro terra.

«Abbiamo deciso di seguire la storia sia dal punto di vista degli orchi che degli umani, la novità è che noi chiediamo allo spettatore di provare empatia per certi orchi e paura per alcuni personaggi umani», ha spiegato il quarantacinquenne Duncan Jones che ha raccontato pure le traversie personali durante la preparazione della pellicola: «Il mio film è iniziato e si è concluso con il cancro». Il riferimento è al 2012 quando ha iniziato a lavorare al progetto Warcraft poco dopo aver sposato sua moglie, Rodene, a cui è stato diagnosticato un tumore al seno curato con una doppia mastectomia, mentre il padre, la leggendaria rockstar David Bowie, è morto di cancro lo scorso gennaio: «E' sempre snervante mostrare ai propri genitori le cose su cui uno lavora ma sono stato contento di avergli potuto far vedere un primo montaggio del film con lui che è rimasto parecchio stupito per come siamo riusciti a realizzare alcune immagini».