Dylan manda il suo discorso: "La mia non è letteratura"

E così la telenovela è finita. Bob Dylan ha mandato agli accademici del Nobel il suo discorso di ringraziamento e ora può accettare serenamente i quasi 900mila euro del premio. Che storia strana... Non bastasse la polemica che ha reso lividi fior di scrittori perché il premio è andato a una rockstar, Dylan stesso ha (come al solito del resto) spiazzato tutti. Non ha fatto dichiarazioni, non ha ringraziato nessuno salvo poi esclamare: «Non ci posso credere». Non è andato alla cerimonia di premiazione perché, dixit con un pizzico di criptica maleducazione: «Ho un altro impegno», inviando in Svezia Patti Smith che, insolitamente impacciata e commossa, ha eseguito il classico dylaniano A Hard Rain's A Gonna Fall.

Insomma, finalmente tutto si è risolto, c'è il testo del discorso in cui il cantautore - impegnato da anni in una tournée mondiale senza fine - ringrazia e saluta. «Il discorso è straordinario e, come ci si poteva aspettare, eloquente - dice il Segretario permanente del Nobel Sara Danius - ; ora che il discorso è stato letto dall'Accademia, è tutto regolare e Dylan è a tutti gli effetti un premio Nobel». Se si leggono però alcuni passi del discorso del poeta di Duluth, si rimane ancora una volta sorpresi. Il messaggio è arrivato con un audio link e Dylan, alla faccia di tutti, ha spiegato di non considerarsi uno scrittore o un letterato. «Non appena ho vinto il premio - scrive - mi sono subito domandato quale legame ci fosse fra le mie canzoni e la letteratura». Poi ha citato i suoi artisti preferiti, tra cui Buddy Holly che «mi ha cambiato la vita» e i suoi libri preferiti: Moby Dick, l'Odissea e Niente di nuovo sul fronte occidentale. Infine si è lanciato in un interessante digressione scrivendo: «Le canzoni sono vive in una terra di vivi. Le canzoni non sono letteratura. Nascono per essere cantate, non lette. I testi di Shakespeare sono fatti per essere portati in palcoscenico, così come le canzoni sono fatte per essere cantate, non stampate su una pagina. E io spero che molti di voi ascoltino i miei testi nel modo per cui sono stati creati: cioè in concerto, sui dischi o sui nuovi media. Vorrei citare ancora Omero che disse: Canta in me, o Musa, e attraverso me racconta una storia».

Commenti

Guido39

Mar, 06/06/2017 - 12:12

Sara Danius, Segretario permanente, ha definito il discorso di Dylan "extraordinärt" che in svedese non vuol dire "straordinario" ma bensí "fuori del comune", "atipico". In realtà la buffonata del discorso sulle canzonette, mandato in extremis e privatamente all'Accademia, sottolinea dilettantismo e velleitarismo del gruppetto di scalcagnati che compone l'Accademia di Svezia

manfredog

Mar, 06/06/2017 - 17:01

..ha fatto il finto umile ed il finto intellettuale per incassare con meno vergogna, cosa che un EROE (ehm..) come lui non avrebbe dovuto fare (incassare..). mg. p.s.: l'unica cosa giusta che mi pare abbia scritto (chissà se lui..) è che le canzonette non c'entrano niente con la letteratura. Ad Omero che lo lasci in pace..