E dopo la «prima» arrivano i Berliner

Chi seguirà Turandot dal palco reale della Scala? Sicuramente i ministri Padoan, Martina e Franceschini. C'è un forse che tende al sì per Renzi. In platea siederà Napolitano. E con buona probabilità Giorgio Armani che ha comprato un certo numero di biglietti per i suoi ospiti. Quindi Franco Tatò e Sonia Raule, Gilbert Kaplan, Marco Carrai.

Non solo opera e belcanto La Scala per Expo offre in tempi ravvicinati una parata di stelle dell'orchestra. Il festival debutta domani con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle e prosegue con i mitici Wiener Philharmoniker - quelli del Capodanno da Vienna - presenti ben 2 volte. Con le orchestre arrivano direttori da tripla A, oltre a Rattle, Mariss Jansons e soprattutto il giovane Andris Nelsons.

Sfide Con Expo arriva alla Scala un'opera ecofrendly: CO2 , del compositore Giorgio Battistelli. I riflettori sono puntati su una dei protagonisti dell'opera. È il soprano Pumeza Matshikiza (classe 1979), infanzia e adolescenza nelle township di Città del Capo, poi il colpo di fortuna: un musicista la scopre e le paga un biglietto per Londra. Ora è la Makeba della lirica. Altra sfida scalogera. L' Otello di Rossini, non in scena alla Scala dal 1870. Richiede tre top tenori in contemporanea. Saranno: Juan Diego Flórez, Gregory Kunde ed Edgardo Rocha.

Stelle I big del canto sfuggono la Scala: i fischi sono sempre in agguato. Ma il sovrintendente Alexander Pereira vuole invertire la tendenza riportando i cantanti da tripla A. Così, per la chiusura di Expo, torna Cecilia Bartoli, fischiata sonoramente alla sua ultima apparizione scaligera. Torna anche Diana Damrau, per la verità applauditissima Traviata nel 2013. Tornano i tenori Juan Diego Florez, Jonas Kaufmann, René Pape. Quindi Vittorio Grigolo per una tripletta, canterà in Boheme , Lucia di Lammermoor e L'elisir d'amore , praticamente un'Expo ad personam.