Arriva al cinema il quinto capitolo de "L'Era Glaciale"

La formula si ripete senza innovarsi e tutto sembra già visto, ad eccezione delle apparizioni di Scrat che si confermano assolutamente irresistibili

Tra le saghe d'animazione, almeno per quanto concerne l'Occidente, quella de "L'era Glaciale" è la più longeva. La genialità del primo capitolo, uscito nei cinema nel 2002, è però un ricordo lontano: il quinto episodio del franchise, appena uscito anche in Italia col titolo "In rotta di collisione", rivela che la formula è oramai logora. Accolto oltreoceano con scarsissimo entusiasmo sia di pubblico sia di critica, il film si avvale dello stesso impianto dei precedenti, che vede l'ormai nota e amata combriccola di protagonisti di fronte ad un miscuglio di avventure, beghe famigliari e sketch dalla comicità nonsense. Una struttura consolidata dà un senso di familiarità al pubblico, soprattutto a quello composto da famiglie con bambini piccoli in cerca di immediatezza, semplicità e umorismo. Però arriva un momento in cui la reiterazione rende il prodotto datato, specie se insiste nel conservare un'impronta infantile mentre i suoi spettatori di riferimento sono diventati adulti. Solo il genio creativo puro non stanca mai pur rimanendo fedele a se stesso: lo scoiattolo Scrat, infatti, è l'unica cosa della pellicola a mantenere i fasti degli esordi e a conquistare una platea di qualsiasi età.

In questo capitolo, Scrat s'imbatte nello stesso disco volante che compariva brevemente, incastrato in una cava di ghiaccio, già nel primo film di quattrodici anni fa. Gli finisce involontariamente a bordo durante l'ennesimo tentativo di mettere al sicuro la sua preziosa ghianda. Una volta nello spazio, lo scoiattolo provoca una collisione tra due pianeti causando la nascita di un gigantesco asteroide che minaccia di distruggere la Terra. Starà al mammut Manny, fino a quel momento alle prese con l’idea che sua figlia Pesca voglia sposarsi, e ai suoi amici Diego e Sid escogitare un piano per salvare il pianeta e garantirsi un futuro. A guidarli nell'impresa avranno una vecchia conoscenza: il coraggioso e psicopatico furetto Buck.
Il comparto tecnico è come sempre di buon livello, ci sono nuovi personaggi secondari, citazioni cinematografiche (evidenti quelle di "Armageddon" e "2001: Odissea nello spazio") e almeno un grande scenario inedito, quello di Geotopia, a tentare di rivitalizzare quanto ha progressivamente e inevitabilmente perso efficacia. A questo giro, però, all'evoluzione scontata della trama si aggiungono l’assenza di un vero e proprio villain e il fatto che alcuni protagonisti storici quasi non siano pervenuti.
Le funamboliche vicissitudini dello scoiattolo innamorato della sua ghianda sono le sole a divertire senza provocare assuefazione. E' forse arrivato il momento di dedicare loro uno spin-off, come è stato fatto per i Minion. La goffaggine di Scrat nei primi quattro film aveva provocato cambiamenti di portata universale come lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento climatico, la deriva dei continenti e un’eruzione vulcanica eppure il personaggio non ha perso un briciolo di freschezza. Speriamo che i produttori se ne accorgano e congelino invece per un po' il resto della ciurma.