E per Natale Salvatores diventa fantasy

Ma sì, anche gli italiani possono dedicarsi al genere fantasy. Se Sergio Leone ha rivitalizzato il western e Dario Argento l'horror, Gabriele Salvatores, fra i nostri più eclettici registi, sperimenta la via degli effetti speciali e dei super-eroi con Il ragazzo invisibile (dal 18, con oltre 400 copie, distribuite da 01). Qui, o si fa il perfetto film nostrano per famiglie, invogliandole ad andare al cinema prima di Natale, o si muore: budget di 8 milioni di euro, cast impegnativo - Valeria Golino, Ksenija Rappoport e Fabrizio Bentivoglio - e un ambaradan di sponsor, dalla Regione Lazio a Eurimages. Sfida crossmediale, fra l'altro: con il film, esce un libro da Salani e un fumetto con Panini. Stile Marvel, dunque, a penetrare una fetta di mercato con la forza di volontà: l'idea del fantasy all'italiana è di Nicola Giuliano e Francesca Cima, produttori de La grande bellezza .

«Col superpotere derivatomi dall'aver vinto un Oscar con Mediterraneo , nel '93, ho potuto girare film che altri mai avrebbero potuto fare. Come Nirvana , per esempio. E come questo qui. Sono sempre stato attratto dai mondi fantastici. Come sostiene il filosofo Jacques Derrida, la potenza del cinema è quella di saper evocare i fantasmi», dice Salvatores. E ha molto del fantasma il suo Michele (Ludovico Girardello), adolescente introverso che nella Trieste contemporanea vive un'esistenza sottotraccia. Anzi: i compagni di classe lo prendono di mira e l'amata Stella (Noa Zatta) lo ignora. Finché, indossando una tutina color dissenteria, acquistata in un negozio cinese, il ragazzino diventa invisibile. «È stato difficile applicare, visivamente, il concetto d'invisibilità: impossibile creare un invisibile, che non si vede mai. Così, ho stabilito un patto col pubblico», spiega il regista, che attinge a X-Men , ma senza pigiare il pedale degli effettoni. Al massimo, una penna vola da sola sulla carta e una bicicletta sfila lungo il Porto Vecchio, senza nessuno sopra.

«Il mio super-eroe dell'anima è Corto Maltese, anche se, confesso, sono cresciuto con Flash Gordon e l'Uomo Ragno. Qui il paradosso è che il protagonista deve scomparire per farsi notare. Certo, uscire durante le feste di Natale è come partecipare alla Champions League, ma resto fiducioso», scherza Salvatores, annunciando un seguito del suo fantasy.