E oggi a Fabio Fazio tagliano lo stipendio ma di pochi «spiccioli»

Oggi è il giorno decisivo. Per Fabio Fazio e per altre star della Rai che da tempo stanno alla finestra per vedere cosa sarà di loro e, soprattutto, dei loro stipendi. Stamattina, infatti, approda in Consiglio di amministrazione la bozza del piano per l'autoregolamentazione del cachet degli artisti. Praticamente, una griglia dei parametri che permettono ad alcuni dei volti più noti della tv di Stato di mantenere quasi lo stesso livello di compensi. L'idea generale, infatti, è di tagliare del dieci per cento i cachet di presentatori come Antonella Clerici, Carlo Conti, Bruno Vespa, Alberto Angela, Massimo Giletti e tanti altri. Tagli minimi in relazione agli stipendi e allo spauracchio del tetto di 240.000 euro: pensate che Fazio guadagna un milione e 800 mila euro all'anno. Ma tagli con cui si cerca di risolvere il caos creato dalla decisione del Parlamento di mettere un limite agli stipendi di tutti i dipendenti e collaboratori Rai. Decisione, presa anche sull'onda dell'indignazione popolare, che però non risponde all'esigenza di mercato della tv pubblica di dare alti compensi alle star che, comunque la si pensi, garantiscono ascolti e introiti pubblicitari. Infatti, molti di questi, stanno aspettando la decisione del Cda, sulla base del piano elaborato sotto la direzione generale di Antonio Campo Dall'Orto e ora passato nelle mani del neo dg Mario Orfeo, per decidere se andarsene in qualche altra azienda.

Fabio Fazio è il presentatore che si è esposto di più pubblicamente contro il taglio ai compensi, indignato per essersi sentito un «peso» e non un «valore» per l'azienda. E ha fatto suonare le sirene di possibili spostamenti in altre reti, come La7 e Sky. Ma, se oggi verrà approvato il piano, resterà saldo sulla sua seggiola di Che tempo che fa, e probabilmente rifarà Rischiatutto, anche perché spesso migrare non porta a stare meglio. Pronta per lui anche la conduzione dello speciale Pavarotti a settembre all'Arena di Verona.

Dunque, alla fine, tutto cambia per restare tutto come prima. Gira che ti rigira, tra scaricabarile e pareri di avvocature varie, i cachet verranno solo ritoccati. Infatti (ammesso che siano approvati dal cda di oggi), i criteri che consentono di «sforare» il limite dei 240.000 euro sono studiati su misura per quella quarantina di figure che già lo superano ora. E cioè: bisogna essere artisti tout court (cioè non giornalisti o altro), oppure condurre un programma che è ripagato per una certa percentuale (da stabilire) dalla pubblicità, oppure essere identificati come «alto valore aziendale». Insomma, una tale discrezionalità da poter far rientrare chiunque a scelta dei vertici di viale Mazzini. Alla fine, gli unici a cui è stato veramente decurtato lo stipendio, finora, sono stati alcuni dirigenti storici di viale Mazzini.

Commenti
Ritratto di makko55

makko55

Mer, 14/06/2017 - 09:49

A zappare la terra nudo e senza mangiare, lui è chi lo guarda !

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 14/06/2017 - 09:51

ma questo barzellettiero , quaquaraquà comunistoide non aveva detto di lasciare la rai ? il comunistume è tutto uguale . se non si azzera lo stipendo di costui , anche gli altri(tutti migliori di lui ma inferiori ai veri professionisti)vorranno le stesse cifre , è vero che quei soldi li deve dividere con il politico che lo ha "piazzato" ma comunque resta una enormità ,per uno scemo .e non civenga a raccontare che il suo stipendio viene pagato dalla pubblicità(se così fosse non pagheremmo il canone)alla realizzazione di quella trasmissione ci lavorano almeno 100 persone .

paolo b

Mer, 14/06/2017 - 10:30

come si fa a definire artisti Antonella Clerici, Carlo Conti, Bruno Vespa, Alberto Angela, Massimo Giletti e tanti altri, come dice l'articolo sono presentatori e basta, gli artisti sono altri, per costoro 240000 euro sono anche troppi, vorrei vedere quanti di questi sul mercato trovano ingaggi faraonici come hanno ora!!!!!

tonipier

Mer, 14/06/2017 - 10:43

" "LA SCORRETTA FUNZIONALITA' DELLA TELEVISIONE" la politica spartitoria delle cariche e degli incarichi pubblici ai burrattini, perseguita ed attuata dalle cosche di partiti con metodi aggressivi e predatori non dissimili da quelli praticati sui bottini di guerra, politica che ha instaurato in Italia la vergogna delle lottizzazioni, di accaparramenti di sfere di settori sempre più cospicui di potere, ha investito anche la televisione, utilizzata dai partiti non soltanto come matrice di profitti e come carrozzone clientelare, ma anche come strumento di subornazione delle masse.

Popi46

Mer, 14/06/2017 - 11:22

Dovesse dire no,ma non ci credo purtroppo,chi se lo piglia è il meglio pirla!

luly.luly

Mer, 14/06/2017 - 13:49

si credono indispensabili, quando nessuno lo è... Di certo non a quelle cifre...

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 14/06/2017 - 14:14

Il comunistello da sacrestia zerbinato davanti ai padroni sinistri con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra, magari alle cayman.

schiacciarayban

Mer, 14/06/2017 - 14:33

Io li lascerei andare tutti, se non gli va bene lo stipendio. Faranno la fine di Crozza che va via sbattendo la porta e ora non se lo fila più nessuno. Ci sono molti giovani altrettanto bravi senza queste ridicole pretese da star che pensano di essere attori di Hollywood e invece sono peggio dei parlamentari attaccati solo ai soldi.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Mer, 14/06/2017 - 14:38

mette un numero per la colletta...

umbe65it

Gio, 15/06/2017 - 04:11

Pidocchio come è, ne soffrirà comunque moltissimo.