Eagles: dopo la morte di Glenn Frey, la band si scioglie

Intervistato dalla BBC, il batterista degli Eagles, Don Henley, ha annunciato la fine della band. Il "commiato" della formazione, orfana del fondatore Glenn Frey, è stato il tributo ai Grammy Awards 2016

È stato il nostro farewell. Non penso che ci vedrete mai più suonare insieme. Penso sia stata proprio l’ultima volta. Ed è stato un addio appropriato”. Così Don Henley, intervistato dalla BBC, ha chiuso il sipario sugli Eagles.

Orfana di Glenn Frey dal 18 gennaio di quest'anno, la formazione nata negli Stati Uniti nel 1971 non ha più gli stimoli, evidentemente, per continuare la sua lunga carriera. E anche se Henley, membro fondatore della band proprio insieme a Glenn Frey, non ha mai usato la parola scioglimento, è evidente che il destino degli Eagles è ormai segnato in tal senso.

Il motivo principale della fine della band che ha regalato alla musica grandi classici come “Take it Easy” e “Hotel California”, ovviamente, è la morte di Glenn Frey - fondatore, cantante, frontman e anima degli Eagles – lascia intendere con le sue parole Don Henley. Un avvenimento che pesa ancora oggi come un macigno, a quasi due mesi dalla scomparsa di Frey. E così l'ultima volta insieme su un palco, per gli Eagles, sarà l'esibizione-tributo eseguita nel corso dell'ultima edizione dei Grammy Awards.

È stato molto difficile e molto emozionante. Abbiamo rischiato di non farcela a salire sul palco, ma i responsabili del Grammy sono stati molto insistenti, così abbiamo deciso di proseguire”, ha raccontato Don Henley riferendosi all'esibizione dei Grammy Awards 2016, quando in memoria di Glenn Frey la band ha eseguito una toccante ed emozionante versione di “Take it Easy”.