Ecco i produttori che riempiranno il vuoto causato dagli scandali

s È probabile che la storia di Hollywood d'ora in poi venga divisa in due periodi. Prima e dopo la caduta di Harvey Weinstein

da Los Angeles

È probabile che la storia di Hollywood d'ora in poi venga divisa in due periodi. Prima e dopo la caduta di Harvey Weinstein. Lo scandalo che ha visto il produttore accusato di stupri e molestie sessuali sembra aver tracciato una linea di demarcazione. Un ricambio e forse anche una maggiore parità di genere sembra la naturale conseguenza di questa rivoluzione. Le donne produttrici non sono una novità a Hollywood ma non sono mai state potenti. Si è sempre pensato a loro come outsider, determinate e in gamba. Come Megan Ellison, che ha solo 31 anni, ha fondato Annapurna Pictures. La Ellison è una delle poche produttrici che investe il suo patrimonio personale (ingente, è la figlia del fondatore di Oracle, Larry Ellison) nelle produzioni. Ha realizzato film come Il Grinta, dei fratelli Coen, Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow la prima donna ad aver ottenuto un Oscar alla regia, Her, American Hustle e Joy. Tutti film arrivati alla notte degli Oscar. Sempre su Twitter la Ellison ha scritto: «Mi riconosco profondamente nel motto di Jack London: preferisco diventare cenere che polvere». Incenerito Weinstein lei potrebbe succedergli degnamente.

Jason Blum lavorava sotto Harvey Weinstein, quando questi era ancora proprietario di Miramax. Nel 2000, quando aveva solo 29 anni, decise di fare il grande salto, mettersi in proprio e trasferirsi, da New York a Los Angeles. I primi tempi furono duri. «Passai da essere nella rubrica di tutti quelli che contano, al più totale oblio». Nel 2007 però arriva la svolta, produce Paranormal Activity, uno degli horror di maggior successo della storia recente di Hollywood. Costato 15mila dollari, ne ha incassato 135milioni. Nel 2014 cambia genere e produce Whiplash, storia di un crudele insegnante di jazz che fa vincere l'Oscar per il migliore attore non protagonista a J.K. Simmons. Il suo nome è tornato nella rubrica di quelli che contano. Ancora più giovane è Ben Stillman, che insieme al miliardario Teddy Schwarzman ha fondato 6 anni fa la Black Bear Pictures. Il loro più grande successo è stato The Imitation Game, candidato a 8 Oscar nel 2015. «È stato il successo di critica, oltre che quello finanziario a metterci nella mappa dei giovani produttori, dice Stillman. Jeremy Kleiner di anni ne ha 38 e lavorava da dipendente alla Plan B, la compagnia di produzione di Brad Pitt. Recentemente è stato promosso socio. Insieme a Pitt e a Dede Gardner ha portato alla luce film come Selma, 12 anni schiavo e World War Z.

Commenti

tonipier

Mar, 14/11/2017 - 12:14

"OVUNQUE TU VAI SESSO CONSENZIENTE TROVERAI"

Malacappa

Mar, 14/11/2017 - 13:45

Che faranno la stessa cosa