Ecco le «Storie in divisa» dei Carabinieri (ma non è una fiction)

La «docu-serie» su Canale 5 racconta le vere azioni dei militari. E la loro quotidianità

Un action-movie come (in Italia) se ne vedono pochi. Qualità cinematografica, ritmo incalzante. Ma niente attori, bensì Carabinieri veri, alle prese con la propria attività. Questa volta, infatti, si tratta di realtà, si racconta la vita delle forze dell'ordine. Esaltate, osteggiate, criticate. E ancora mitizzate da serie tv, messe sotto inchiesta. Su Mediaset sta per arrivare un prodotto che le racconta, semplicemente, nella loro quotidianità. L'unico modo per farlo era piazzare loro una telecamera a fianco. E così si è fatto. Tre giovani film-maker, sotto la supervisione del regista Roberto Burchielli, hanno seguito la vita dei Carabinieri della caserma di Rho, in provincia di Milano. Tre mesi al loro fianco, 24 ore su 24, nel corso di azioni sul territorio e nella sede del Comando, ma anche alle prese con dinamiche di vita privata e familiare. Il risultato è una docu-serie, Storie in divisa, in seconda serata su Canale 5, da martedì 20 giugno. Tre puntate verità, sei episodi di 35 minuti distribuiti in tre serate. «Per poco più di tre ore di prodotto, ne abbiamo girate 200», spiega Burchielli.

«Storie in Divisa è un'attestazione di fiducia per l'Arma e per il nostro operato quotidiano - precisa Tullio Del Sette, Comandante Generale dei Carabinieri -. Abbiamo accettato la proposta di Mediaset perché c'è necessità di rapportarci con l'opinione pubblica, per sviluppare sempre più un rapporto di collaborazione e reciproca fiducia col cittadino. L'Arma ha pensato ai propri limiti e alle regole cui è soggetta e l'idea ci è parsa comunque positiva. I mezzi di informazione non vanno temuti. Inoltre, non si tratterà di una serie tv, dove a volte si mitizzano alcune funzioni che non sempre corrispondono alla realtà». Non è Gomorra, insomma, non si raccontano luoghi ad alto radicamento di criminalità organizzata, né lotta alla mafia e alla camorra. Qui non si racconta, ma si descrive. E si descrive da vicino un territorio comunque complesso, le cui violazioni di legge sono quelle che si verificano in società ad alto tenore di vita. «C'è un impegno quotidiano in ogni Carabiniere, che non si esaurisce nelle ore di servizio, ma richiede un coinvolgimento che riguarda tutta la propria organizzazione di vita, compresa la sfera privata». In Storie in divisa, i carabinieri si raccontano in tutta la loro umanità. Nel corso delle tre puntate, il pubblico conoscerà sempre più a fondo alcuni militari impegnati nelle operazioni, ognuno con il suo stile e il suo carattere. E si vedranno da vicino operazioni legate a piccola e grande criminalità, come truffe ad anziani o tentati omicidi in ambito familiare. La finestra che si apre con questa docu-serie è quella di una vita al limite, la nostra, che si sfiora con quella di chi cerca di proteggerci.

Facile che la nostra mente vada subito a una delle massime operazioni in atto al momento, la ricerca del cosiddetto Igor Il Russo: «C'è stata qualche critica su questo caso. Ci siamo trovati in una situazione difficile e improvvisa, per il quale abbiamo ritenuto di dover spendere parecchie risorse, calibrando attività preventive, di ricerca e investigative. Sono convinto che la determinazione porterà risultati, come è successo per l'arresto recente di latitanti calabresi, che avevano sempre trovato il modo di sfuggire, ma solo fino a un certo punto».

Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, «Si parla tanto di sicurezza. Questa volta presenteremo i Carabinieri non come fanno le fiction, ma nella loro quotidianità».

Spesso, finora, abbiamo visto fiction che sono state accusate di mitizzare personaggi non positivi, pensiamo a il Capo dei Capi, che racconta la vita di Totò Riina. Ne usciva, infatti, uno strano ritratto carismatico. «Quelle fiction, tipo La Piovra, avevano la loro ragion d'essere. La verità va sempre raccontata, farlo è anche nostro dovere - completa Confalonieri -. Detto questo, Storie in divisa è diverso. E potrebbe esserci un seguito, riguardante altre forze dell'ordine. Le regole della tv sono queste, ciò che ha successo, si ripete».

Commenti

Dordolio

Mer, 14/06/2017 - 15:42

Chissà se tra le varie "storie tese" che racconteranno ce ne sarà una come la mia. Chiamai i carabinieri a tarda sera perchè non si riusciva ad entrare in casa di mia madre, e la porta era forzata. Mi risposero che invece avrebbero mandato I POMPIERI che in effetti arrivarono e ci permisero di entrare. Ma fu a questi ultimi che dovetti chiedere - come favore personale - di accompagnarmi all'interno perchè temevo che i ladri fossero ancora dentro. Lo fecero, anche se la cosa non era di loro competenza. Scommettiamo che di storie come questa non ce ne mostreranno?