Eleonora Brigliadori non chiede scusa a Nadia Toffa: "Era un messaggio d'amore"

Intervistata dal settimanale Oggi, Eleonora Brigliadori tenta di giustificare le parole choc usate contro Nadia Toffa: "Se vedo qualcuno che, causando 'il suo mal', si affida alla chemio, tutto quello che posso fare è soffrire per lui"

Dopo le parole choc contro Nadia Toffa, Eleonora Brigliadori non chiede scusa, ma si giustifica: "Non ho fatto nomi né riferimenti a nessuno".

Ricordiamo che qualche settimana fa, Eleonora Brigliadori aveva postato un commento riferendosi ad un servizio de le Iene in cui venivano contestati i metodi e le teorie per la cura del cancro che non hanno alcun riscontro scientifico. Eleonora aveva scritto: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso il destino mostra le false teorie nella vita e dove la salute scompare la falsità avanza". Parole durissime che - ovviamente - avevano scatenato un mare di polemiche, vista la lotta contro il cancro che Nadia Toffa sta combattendo da gennaio a questa parte.

Ora, intervistata dal settimanale Oggi, la Brigliadori non chiede scusa: "Ho solo citato un proverbio… se vedo qualcuno che, causando 'il suo mal', si affida alla chemio, tutto quello che posso fare è soffrire per lui. Ho avuto un carcinoma epatico, un tumore al seno e un fibroma. Li ho affrontati per via spirituale, e li ho sconfitti tutti… Quando davanti al dettatore del mio cellulare ho detto 'chi è causa del suo mal pianga se stesso', pensavo di inviare un pensiero d’amore. Ma sulla rete c’è stato chi è stato abile a creare l’equivoco e a cavalcarlo".

Anche queste affermazioni sono piuttosto discutibili, ma la Brigliadori non si ferma qui. Nella lunga intervista commenta anche la decisione della Rai di toglierla dal cast di Pechino Express: "Quando hanno accettato la mia candidatura conoscevano il mio passato e le mie idee. Il programma poi è registrato e non c’era rischio di mandare in onda mie dichiarazioni poco gradite. Avevo bisogno di partecipare a Pechino Express perché non ho mai vissuto di rendita e ho bisogno di lavorare. Mi hanno ridotto sul lastrico, ma io non elemosino la pietà di nessuno. Da oggi sono Aaron Noele… Ho rovesciato il mio nome, l’ho spezzato in due come un pezzo di pane. Eleonora Brigliadori non esiste più, è un cadavere. L'ho uccisa io".