Elezioni: ma chi ha visto le novità Rai?

Domanda: come mai una task force della potenza di Verdelli-Merlo-Corrias (che sovrintende a tutta l'informazione Rai) non ci ha stupito in questa tornata amministrativa? Uno si immaginava di vedere un nuovo programma, oppure più semplicemente un uso più moderno delle tecnologie o magari un confronto all'americana tra i candidati come quello andato in onda su Sky. Invece abbiamo visto solo le solite trasmissioni: Porta a porta, Agorà, Unomattina, oltre ovviamente ai telegiornali. Per carità, hanno fatto il loro lavoro. Ma magari, da un giornalista così accorto, così attento ai migliori progetti informativi internazionali, come il neo direttore editoriale Verdelli, ci si attendeva un guizzo, un esperimento da affiancare alle trasmissioni tradizionali. Invece di speciale si è visto solo un Gazebo in prima serata su Raitre. Al solito, la palma dei più innovativi è andata a Sky che ha messo in campo interviste serrate, elementi virtuali, vidiwall e ogni diavoleria tecnologica. Ma, nonostante i suoi poveri mezzi e la regia che proprio non riesce a stargli dietro, per capire veramente qualcosa di una elezione (e di molto altro) bisogna sintonizzarsi su Enrico Mentana: le sue lucide spiegazioni e la sua ironia ti vanno venire voglia di restare collegato alle sue infinite maratone (non per nulla La7 ha brillato negli ascolti in tutti gli appuntamenti). Faceva invece particolare tristezza la mattina di Raiuno, momento privilegiato con i dati definitivi che arrivavano dalle urne: una sfilza di ospiti schierati come fossero compagni di banco con una scenografia povera. Che dire: la Rai sarà più frizzante per il referendum?