Elisa D'Ospina contro Victoria's Secret: "Come deve sentirsi una donna normale?”

Elisa D’Ospina ha trattato in un’intervista il problema dei media che spingono le giovanissime verso l’anoressia o la bulimia, dalla moda a Internet

Una bellezza curvy contro le diete esagerate. Elisa D’Ospina ha parlato in una recente intervista a Il Giorno dei modelli diffusi attraverso il mondo della moda - ma non solo.

La modella e giornalista ha posto l’accento, ad esempio, sulla questione legata al mondo delle mannequin e alla magrezza a ogni costo. “La molla è ovviamente psicologica, dettata da certi modelli - ha commentato - Sentir dire al responsabile marketing di Victoria's Secret che vogliono solo donne magrissime perché la donna deve essere sogno è terribile. Molte loro modelle hanno denunciato di essere state costrette a diete liquide un mese prima delle sfilate. E si tratta di donne già baciate dalla fortuna per il loro fisico: come deve sentirsi, di fronte a questi modelli, una donna normale alta 1,60?

Secondo D’Ospina, per gli stilisti è più facile far indossare le proprie creazioni a una donna magra, tuttavia le donne curvy sono da sempre delle icone - e la giornalista ha citato a questo proposito, per l’Italia, Serena Grandi e le ragazze della trasmissione anni ’80 “Drive In”. Da tempo la modella è testimonial contro i disturbi alimentari. Per questa ragione va nelle scuole con psicologi per parlare di modelli salubri, di dieta sana e soprattutto cerca di combattere chi in chat, nei forum o sui social network, cerca di avviare le ragazze all’anoressia o alla bulimia.

La questione è da ricercarsi quindi nei modelli di magrezza che vengono veicolati attraverso i media a 360 gradi - comprendendo quindi anche Internet, non semplicemente il mondo della moda, da sempre sotto accusa per questo.

Essere magre o grasse non conta tuttavia nei rapporti umani, in particolare da parte di un eventuale partner. “Mi auguro che agli uomini piacciano le donne intelligenti - ha proseguito D’Ospina - Poi, che siano magre o grasse, alte o basse, more o bionde, non mi pare importante. Per quel che mi riguarda, mai nessuno si è messo a valutare che taglia avessi”.