Elogio (col cuore) della Calabria

Carlo Minervin pubblica il romanzo «ComeTe», viaggio tra mito e realtà

Antonio Sergi

Prima ed oltre il «Sud del Sud dei diavoli», in Calabria v'è l'incedere verso la bellezza. La ricerca della memoria diventa risposta del proprio cammino con il romanzo ComeTe del giornalista e scrittore Carlo Minervin (Falco Editore, pagg. 238, euro 14), il volume è un viaggio lirico: miti, leggende e personaggi s'annodano nella storia di un giovane collezionista di luoghi che impara a diventare uomo, tra ricordi fievoli e potenti passioni. La salvezza risiede negli occhi di una donna e nelle latebre di un passato perduto. Pennellate poetiche che realizzano un dipinto seducente, specchio della Calabria e della sua anima. Il viaggio di un piccolo grande uomo come catarsi per tornare rafforzato a sé stesso ed al cosmo. Di città in città, di borgo in borgo, il cammino verso la salvezza inebria attraverso una sinestesia che, come un sottile filo aureo, ricama e tiene insieme le parti dello spirito, nella terra delle contraddizioni, quella che diede il nome all'Italia. ComeTe è un'opera narrativa in cui Minervini riesce ad amalgamare la riflessione e il sogno per far rivivere la punta dello stivale italiano nella sua totalità, in maniera struggente, come un impulso del cuore, nel quale ogni momento è la riscoperta di una visione. Icastico ma nello stesso tempo trascendentale, il libro è ricerca e nutrimento, testimonianza della bellezza calabra e dell'uomo. È bisogno ancestrale, insaziabile desiderio di conoscenza della propria storia. È amore, è anelito verso una dimensione assoluta, eterna, leggera, di continua rigenerazione dell'anima, lungo una scia di desideri mai sopiti.