E/O (e Ferrante) contro Amazon: "Ci chiede sconti insostenibili"

L'editore della saga bestseller risponde picche al colosso Usa, già attaccato da altri colleghi e dagli scrittori americani

La battaglia degli editori contro Amazon continua con un nuovo, allarmante episodio. Ma stavolta il caso riguarda l'Italia e un editore, E/O, che l'America l'ha conquistata, avendo lanciato oltreoceano Elena Ferrante. Ricapitoliamo: era una domenica d'agosto del 2014 quando un gruppo di oltre 900 scrittori, per lo più statunitensi, comprò un'intera pagina del New York Times per pubblicare una lettera contro Amazon. Da mesi il colosso americano dell'e-commerce boicottava le vendite dell'editore Hachette, gruppo francese Lagardère. Tra i titoli rigettati, l'ultimo romanzo di J. K. Rowling o i potenziali bestseller di Michael Connelly o Nicholas Sparks.

Le ritorsioni di Amazon andavano dalla scomparsa della possibilità di acquisto dei libri in tascabile a tempi di reperibilità insolitamente lunghi o prezzi più alti rispetto a quelli di altri rivenditori. Il motivo? Hachette rifiutava di concedere ad Amazon uno sconto maggiore sulle vendite, sconto che avrebbe strozzato i suoi ricavi di editore. Ora la storia si ripete con le stesse modalità, anche se qui parliamo non di scrittori, ma di un editore, E/O, che non può certo permettersi una pagina sul Nyt. Ecco perché ieri ha lanciato online e via mail il suo appello: «Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro quota del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice» scrivono i fondatori di E/O Sandra Ozzola e Sandro Ferri. «Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l'acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino». Si potrebbe pensare che la disputa sia squisitamente commerciale, che ai lettori importi poco di dove vengano e a chi convengano gli sconti, sebbene quest'estate persino Trump abbia twittato contro la politica divora-librerie di Amazon, ma E/O ne fa invece anche una questione morale e addirittura di futuro possibile per l'intero ecosistema editoriale: «Il problema è che Amazon non è la libreria di quartiere, ma il dettagliante che in e-commerce domina il mercato con una quota del 70 per cento» ci ha spiegato Sandro Ferri. «Se mi chiede sconti eccessivi mi mette in una situazione insostenibile. Se per paradosso applicasse queste condizioni sistematicamente, arriverebbe ad impedire la circolazione dei libri: posso solo immaginare la minaccia al pluralismo che viene mossa in questo modo».

In pratica, lo sconto di cui si parla è il margine che permette al libraio di guadagnare, non lo sconto finale che Amazon fa al consumatore: in Inghilterra questo sconto è divenuto, con gli anni, pari addirittura al 60 per cento in media sull'incasso: quale editore oggi in Italia potrebbe sostenere un'erosione del genere ai ricavi? Tre mesi fa Babalibri di Francesca Archinto fece lo stesso annuncio: mai più su Amazon coi propri libri per bambini. Che sia un trend di protesta che presto verrà seguito da molti? «Difficile fare i conti in tasca a tutti: alcuni editori di supernicchia manco ci arrivano in libreria e magari per loro Amazon è vitale», prosegue Ferri. «Se però vengono intaccati i margini di sopravvivenza, gli editori non avranno più soldi per lanciare esordienti, tenere in piedi le librerie, in sostanza per fare cultura diffusa». Strano che proprio E/O che ha conquistato l'America ora ne attacchi uno dei miti: «Veramente negli Stati Uniti c'è una legge antitrust che funziona eccome», reagisce Ferri. «Laggiù gli editori devono fare a tutti lo stesso sconto, da Amazon alla piccola libreria indipendente, per salvaguardare anche i più piccoli nel gioco di mercato».

Commenti

Lapecheronza

Ven, 22/12/2017 - 09:08

Quando si consente a un buco nero come Amazon con il suo potere contrattuale di inghiottire i piccoli esercenti, che non hanno difesa, costretti a pagare imposte e tasse in Italia, mentre loro in un "paradiso fiscale". Quando Amazon snobba le convocazioni dei sindacati, quando i fornitori devono calare le braghe alla gente deve venire impedito l'acquisto dei loro prodotti per concorrenza sleale. Quando la chiusura dei piccoli fa perdere decine di migliaia di posto di lavoro a fronte di 2.000 che devono lavorare con il "passo Amazon", monitorati e controllati sulla produttività… poi tra qualche anno i genali politici, quelli che discutono del sesso degli angeli, quelli che l’hanno permesso si chiederanno come è stato possibile ?

Lapecheronza

Ven, 22/12/2017 - 09:11

Boicottare i prodotti Amazon e vendiamo quanti individui vendono e prostituiscono i loro principi, la loro etica, per uno sconto del 15%.

ecastellani

Ven, 22/12/2017 - 10:57

beh, se loro stessi dicono che gli USA ci sono regole antitrust corrette, potrebbero affidarsi ad un distributore USA o magari unirsi ad altri editori nelle medesime condizioni ed aprire una società comune responsabile per la distribuzione via e-commerce.. ricadendo nelle tutele della legge americana.

rokko

Ven, 22/12/2017 - 11:14

Lapecheronza, i piccoli esercenti si sono ammazzati da soli, rifiutando qualsiasi tipo di evoluzione. Nella mia città, gli orari di apertura al pubblico sono 9:30-12:30 e 15:39-19, chiusura la domenica e tutti i festivi. Nessuno di loro ba ceduto un minuto (che so, un paio di aperture serali la settimana ad esempi. Spero che chiudano, e ben vengano Amazon, i centri commerciali, ecc.

Jon

Ven, 22/12/2017 - 14:09

rokko...Perche' tu lavori 24 ore al giorno?? Gli orari li fissa il comune, nessuno puo'fare cio' che vuole.. Amazon e' illegale e fa chiudere gli esercenti..Poi applichera' i prezzi che vuole e gia' sono alti...Vai in qualsiasi libreria e pagherai di meno.. Certo che per gli schiavi delle colonie va benissimo la legge dell'Amazzonia..!!

Lapecheronza

Ven, 22/12/2017 - 14:17

@rokko, i piccoli negozi sono quasi sempre di conduzione famigliare. A me che siano aperti la domenica frega zero, che la domenica se ne stiano con la famiglia, se ne vadano a passeggiare in montagna...comunque noto le sue conoscenze di economia; un negozio non può reggere il confronto con dei colossi che non sono soggetti alle stesse regole. Comunque all'estero, in Germania ad esempio, acquistare libri in negozio o su Amazon si paga lo stesso, le piccole librerie indiependenti hanno vantaggi fiscali. Ecco, nonostante in Italia i libri vengano venduti con lo sconto a 2 cifre, in media si legge un libro all'anno.

rokko

Ven, 22/12/2017 - 23:32

Jon non scrivere minchiate che non sai, ormai sono anni che gli orari sono liberi, un negoziante può stare aperto quando e quanto vuole. Per quanto riguarda me, non lavoro 24 ore al giorno ma sicuramente di più dei piccoli commercianti della mia zona, per cui risparmiati il sarcasmo.