Era suo padre, la maledizione d'essere figlio di un serial killer

Massimiliano Parente

«Era tutta la vita che mi interrogavo su chi fossi, e ora dovevo scoprire la verità su mio padre». Non ho mai capito i figli di genitori adottivi che, pur felici della loro famiglia, a un certo punto vogliono conoscere i genitori biologici: cosa gliene frega? Si può essere così feticisti del DNA da non capire che genitore è chi ti ha cresciuto e dato amore? Anche perché a volte si rischiano brutte sorprese.

Tra i tanti ossessionati del genere c'è Gary Stewart, un tranquillo ingegnere della Louisiana. Tranquillo per modo di dire: questo signore si mette alla ricerca dei veri genitori e si scopre figlio del famoso Zodiac, il serial killer che terrorizzò la California alla fine degli anni Sessanta; la sua storia la racconta per filo e per segno nel libro scritto con Susan Mustafa L'animale più feroce di tutti (Mondadori, pagg. 337, euro 22). Dove denuncia che l'assassino dello Zodiaco si chiama Earl Van Best Jr., suo padre. O almeno così si convince lui, perché di prove schiaccianti non ve ne sono (tuttavia Gary vorrebbe essere sottoposto al test del DNA, cosa finora negatagli).

Si tenga comunque presente quanto lo scoprirsi figli di qualcuno, specie se poco raccomandabile, sia un genere abbastanza praticato: uno dei sospettati storici, Guy Ward Hendrickson, fu accusato da Deborah Perez, la quale sosteneva di essere appunto la figlia di Zodiac (prima di dichiararsi figlia illegittima di John Fitzgerald Kennedy).

In realtà a leggere il libro sembra di rivivere Zodiac, il capolavoro di David Fincher, insomma gli ingredienti ci sono tutti: i messaggi cifrati, le lettere al San Francisco Chronicle e al Los Angeles Time che iniziano sempre con la dichiarazione «this is the Zodiac speaking», gli identikit, le perizie calligrafiche, e telefonate a giornalisti e poliziotti per avere notizie del papà killer. Tutto molto fico, lugubre e romantico, a parte la continua lagna del figlio alla ricerca della verità su se stesso, insopportabile perfino se sei figlio di Zodiac. Al contrario si capisce quanto essere figlio di Zodiac sia per Gary una cosa galvanizzante (si vedano le infinite volte in cui scrive «mio padre»), un sentirsi all'improvviso dentro una vita da romanzo, e magari sperare ci facciano pure un film. Io, in ogni caso, dovessi sapere di essere stato adottato, non andrò alla ricerca del mio padre biologico, anche perché Zodiac è già preso, con la sfiga che ho come minimo mi capita Eugenio Scalfari.