«Eroi» decomposti tra dark ed eros

Le opere di Beatrice Riva, in mostra a Menaggio, creano strani effetti

Matteo Mazzoni

Nata a Sassuolo nel 1971, Beatrice Riva ha scelto di dedicarsi alla pittura solo nel 2010. Specializzata nella tecnica dell'olio su tela, dipinge principalmente figure umane, trovando esaltazione in rappresentazioni dalla forte carica erotica. Il senso della carne pare essere il marchio di fabbrica di quest'artista. Ma non una carne pulsante, viva: bensì una carne quasi ghiacciata, cristallizzata nella penombra di atmosfere oscure che rendono freddo il sangue che la Riva lascia scorrere dalle proprie tele. Raffigurazioni che, eroticamente, sembrano non giungere alla completa espressione ed anzi, decomponendosi prima di arrivare all'apice di una luminosità che si percepisce come mancata, crollano in una bellezza decadente e sussurrata, altamente femminile. Giovani corpi che d'impatto risultano disturbanti nel loro esser scomposti da squarci, graffi, zone oscure e poi sempre fermati, come tenuti a distanza, in una penombra dal sapore dark che non riesce a nascondere anche una certa influenza rinascimentale. Dissoluzione dell'ego, raffigurante il volto pallido di un giovane uomo che si decompone in macchie di nero e grigio, è esemplificativo in tal senso. Come anche Il lato oscuro, dove un corpo maschile si dissolve senza forma nel rosso e nel grigio per metà della sua figura, oppure Risalire, in cui un angelo caduto, in un'atmosfera claustrofobica, sembra tentare di ritrovare la luce perduta. Oltre trenta opere della Riva sono esposte nella Galleria d'Arte D'Art Visual di Menaggio, in provincia di Como.