Eros Pagni, un istrione che riscopre David Mamet

In scena la bella rilettura del legal thriller «China Doll»

Francesco Sala

Eros Pagni, La Spezia, 1939, ci ricorda che per fare teatro bisogna saper recitare. Il pubblico della prima è affezionato al suo attore, possiamo definirlo conservatore, competente ed esperto. Alla fine applaudivano tutti convintamente. Il testo di David Mamet è China Doll per la regia di Alessandro D'Alatri. Un legal thriller, un grande successo a Broadway. E in Italia? Premiato il coraggio dello Stabile dell'Aquila e dell'Eliseo per non essere caduti nel tranello del «nome» televisivo. Quella modernità essenziale è affidata a Pagni; ancora una volta asciutto, compìto, burbero; fa un personaggio talmente misantropo da risultare simpatico: smorfia di disapprovazione, fronte corrugata e granelli di comicità ligure. Pagni è un gigante. Lucidissimo, calmo ma anche istrionico e nervoso. La sua è fatica artigiana che restituisce del testo momenti malinconici e misteriosi. Si parla di banchieri, imprenditori, avvocati, giudici legati tra loro da fatti criminosi, vecchie amicizie, affari, delazioni, processi e dossier personali. Dietro quella maschera dagli angoli della bocca scavati verso il basso, immaginiamo il nostro primo attore uscire dal teatro soddisfatto, e siamo certi che la sua maschera stavolta riderà. Fino al 24 aprile.