Le serie più belle in arrivo dagli Usa

Da "Speechless" con Minnie Driver a "My time, your time" con Kevin James, ecco i "pilot" che le tv stanno testando

Serie tv vs cinema. Il dibattito è annoso. Chi dice che è meglio l'una, chi peggio l'altro, chi le serie sono il nuovo cinema, chi appunto il cinema è morto, quelli che invece la serialità ha già segnato il passo e non è più innovativa. La verità, forse, non sta in mezzo ma nell'analisi della realtà, aumentano i consumi di audiovisivo e, a livello globale, non diminuisce il pubblico in sala. Seguendo però la legge della domanda e dell'offerta, ancora una volta, i grandi network televisivi statunitensi sono alla ricerca della serie tv perfette e di successo. Uno dei metodi principali utilizzati è quello di vagliare le puntate pilota e poi decidere quale serie mandare avanti per il 2016-2017. Così, in quella che viene chiamata la stagione dei pilot, troviamo ben 88 progetti riuniti assieme dalla consueta e maniacalmente completa guida annuale della rivista Hollywood Reporter. Un numero impressionante di idee di cui poche arriveranno al capolinea e verranno infine sviluppate, perché accade così ogni anno, ma che conferma la vitalità di un settore sempre in continuo evoluzione e aggiornamento. Anche perché stiamo parlando solo dei progetti dei grandi network come Abc, Cbs, Fox, Nbc, The CW Television Network, ma ce ne sono tanti altri in seno alle altre piattaforme di distribuzione di tv e cinema come Amazon, Hulu e Netflix che proprio in queste ore ha concluso un grande evento di presentazione a Parigi dei propri listini in cui svetta House of Cards, la serie di punta accompagnata personalmente dal protagonista Kevin Spacey. Durante l'evento, Netflix ha annunciato lo sviluppo di quelle europee girate nelle diverse lingue nazionali, Marseille in francese, Dark in tedesco e Suburra in italiano. In totale 35 produzioni originali quando solo tre anni fa erano zero mentre il prossimo anno saranno il doppio.

In generale, nei progetti ancora embrionali, a farla da padrone è la commedia con serie adatte a tutta la famiglia. Solo Abc ne conta 12 tra cui Pearl con Candice Bergen (Soldato blu) che scopre di avere un tumore e cerca di orchestrare al meglio ogni aspetto della vita familiare prima della sua dipartita oppure Speechless con Minnie Driver (candidata all'Oscar con Will Hunting) alle prese con un bambino un po' speciale. Anche la Cbs punta sulla commedia, in questo caso romantica, con My Time/Your Time dai produttori di How I Met Your Mother mentre il canale tv è riuscito a riportare in una nuova serie il volto noto dell'attore Kevin James (il protagonista con Will Smith di Hitch - Lui sì che capisce di donne). Stessa cosa per gli altri network come Fox che con Charity Case si affida all'attrice di Friends Courteney Cox che erediterà dal marito miliardario del denaro da dare in beneficenza per scoprire che cambiare il mondo è molto meno glamour di quanto avesse immaginato.

Ma il piatto delle serie tv è molto ricco così si arriva anche a progetti curiosi come per Cbs The Exorcist che si ispira al libro del 1971 di William Blatty per immaginare Geena Davis alle prese con casi di possessioni demoniache oppure per Nbc Powerless con Vanessa Hudgens (High School Musical e Spring Breakers - Una vacanza da sballo) una commedia nello stile del televisivo The Office all'interno di una compagnia assicurativa con un mondo popolato da supereroi presi dal serbatoio della Dc Comics (quella di Superman e Batman).

In questo discorso di supposta divisione tra tv e cinema si inserisce poi ancora una volta Netflix a sparigliare le carte perché la piattaforma on line si è assicurata la produzione del film più costoso della sua storia (anche se breve) con un investimento di quasi 100 milioni di dollari come per i grandi blockbuster, si tratta di Bright, un thriller fantasy di David Ayer con Will Smith e Joel Edgerton. Sempre su Netflix in esclusiva il 29 aprile debutterà Special Correspondents, nuova commedia scritta diretta e interpretata dal comico inglese Ricky Gervais che segue le vicende di un giornalista radiofonico interpretato da Eric Bana che finge di dare notizie da un fronte di guerra mentre invece si trova nel suo appartamentino sopra un ristorante spagnolo a New York.

Insomma alla fine sembra che tv e cinema non viaggino su binari così distanti mentre è indubbio che la sperimentazione audiovisiva più popolare trovi il suo terreno più fertile nelle serie tv, anche se solo immaginate in un pilot.

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Dom, 17/04/2016 - 12:40

Credo che non vedrò nemmeno queste serie. Come non vedo tante altre cose segnalate dai media come grandi eventi televisivi. E' grave? Devo preoccuparmi? Oppure è un sintomo trascurabile? Ma le chiamano "serie" per far credere che siano cose "serie"? Ma come si fa, di fronte a sciocchezze e demenzialità in quantità industriale che passa la televisione, a fare le persone "serie". Via, siamo seri.