Un esperimento riuscito tra avventura e videogame

di Ilya Naishuller con Haley Bennett, Sharlto Copley, Danila Kozlovsky

Hardcore è, prima di tutto, un esperimento cinematografico. Con i pregi e i difetti di una «prima volta». Coraggioso, ardito, azzardato. Tanto da farti uscire dalla sala con più dubbi che certezze. Anche a freddo; dopo, cioè, che il vortice di immagini ubriacanti, da mal di testa, ha lasciato spazio alla riflessione. Qui, di convenzionale non c'è nulla. La sceneggiatura è un mero pretesto, la messa in scena un adrenalinico piano sequenza, la regia un'idea vagamente abbozzata. Eppure, il film ha un suo perché, se non altro per aver tentato un approccio diverso, interessante base dalla quale ripartire per, ne siamo certi, futuri emuli. Avete presente i videogiochi? Ecco, immaginate uno sparatutto in prima persona, lungo novanta minuti, che rispetta tutti i canoni del genere, ma senza esserne un adattamento su grande schermo. C'è un cyborg senza memoria, Henry, che si sveglia prendendo consapevolezza del suo destino, entrando in confidenza con le sue abilità (come si fa inizialmente, in un videogame, nei tutorial) e, da lì, venendo proiettato in una avventura con livelli sempre più difficili da superare, fino allo scontro finale con il boss (qui si tratta di Akan, un cattivone che guida un gruppo paramilitare e che ha rapito la vostra bellissima moglie).

Tutta la storia scorre sullo schermo vista dalla prospettiva di Henry (proprio come nei First Person Shooter), del quale scorgerete solo le mani e i piedi, come se fossero una vostra estensione, grazie all'uso curioso della camera. Il che, diciamocelo, è un frullato di tutto, perché, soprattutto nella parte finale, ci capirete poco o niente di quello che accade al povero protagonista, sballottato, per motivi di scena, in contesti tipici da videogame. Qui, non si può mettere la pausa o salvare per poi riprendere. Ti tocca sorbirti tutto di seguito, mettendo a rischio la capacità di sopportazione (novanta minuti sono davvero eccessivi). Però, se consideriamo l'idea innovativa dal quale parte, ci sentiamo di consigliare di riprovarci, con molti opportuni aggiustamenti.