"Faccio l'americana in tv ma canto gli autori italiani"

Laura Pausini, a Miami per il talent "La Banda" con Ricky Martin, parla del nuovo album "Simili"

dal nostro inviato a Miami

Un disco che esce in sessanta paesi. La partecipazione a Sanremo. Un programma su Raiuno. Laura Pausini ha presentato alla stampa le quindici canzoni di Simili nella sua casa di Miami, dove partecipa come giudice a La Banda insieme con Ricky Martin e Alejandro Sanz (per la cronaca, un talent show trasmesso negli Stati Uniti e in tutto il Sudamerica). «Per la prima volta non sono completamente autobiografiche» spiega lei come sempre inarrestabile, annunciando che uno «speciale» sul disco sarà in onda il 14 novembre dopo il Tg1 delle 20. Con lei ci saranno anche Jovanotti, Biagio Antonacci e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che hanno scritto alcuni dei brani e la accompagneranno a giugno negli stadi di Roma, Milano e Bari: «Li aspetto e li ospiterò», garantisce lei prima di spiegare il perché e il percome della nuova sfida.

Però l'ha iniziata con un singolo poco radiofonico.
«Non mi stancherò mai di cantare Lato destro del cuore che Antonacci ha composto per me. Mi sono presa il rischio di scegliere un brano che riassume la nostra storia musicale e che è comunque tra i dieci più trasmessi in Italia. In tutto il mondo volevano che mi presentassi con Simili ma no, io ho scelto questo».

Tra l'altro Simili, firmata anche da Niccolò Agliardi, sarà il brano portante del nuovo Braccialetti rossi, una delle serie vincenti di Raiuno.
«Il disco ruota intorno a quel brano. Un giorno ero all'ambasciata americana a Roma a chiedere il visto per venire negli States a fare La Banda. Ho visto che ai miei lati c'erano altre due ragazze in attesa del loro visto e, mentre tutte eravamo impegnate a dare le nostre impronte digitali, ho pensato che in quel momento eravamo uguali ma diverse. Simili, appunto. Quando sono uscita, ho iniziato a preparare l'album».

Non sarà stato facile organizzarsi visto che nel frattempo ha partecipato a tre talent show (oltre a La Banda, le edizioni messicana e spagnola di The Voice).
«In tv mi diverto come una pazza ma il mio primo lavoro sarà sempre cantare, e difatti ho già in mente un altro disco di cover. In questi anni tutti i talent show italiani mi hanno cercato, da X Factor ad Amici, ma io avevo già preso accordi per altri programmi».

Però sarà al Festival di Sanremo.
«Ma non farò la coconduttrice, anche se Conti me lo ha chiesto. All'Ariston canterò molto probabilmente Lato destro del cuore e Simili».

Tanto poi avrà un programma tutto suo.
«Dopo gli ottimi ascolti di Stasera Laura, sia il direttore di Raiuno Leone che il produttore Bibi Ballandi mi hanno chiesto di pensare a un programma tutto mio. Due, tre o quattro puntate probabilmente ad aprile».

Ma come sarà?
«All'inizio di gennaio li incontrerò e vedremo che cosa fare. Mi interessano i contenuti più che il semplice scintillio della prima serata. E probabilmente avrò con me Paola Cortellesi».

In Simili c'è Innamorata firmata Jovanotti.
«All'interno c'è anche una parte rap. Io non volevo cantarla, non è la mia specialità ma a Lorenzo piaceva quindi eccola qui registrata su disco. Anche Sono solo nuvole di Giuliano Sangiorgi mi ha convinto subito. Gli avevo chiesto di scrivermi qualcosa e lui è sparito. Poi un giorno mi ha mandato un sms: Guarda le tue email. E c'erano musica e testo del brano».

Più passa il tempo e più la Pausini è all'estero.
«Da lontano vedo un'Italia priva di serenità. Anche sui social sembra che la gente abbia bisogno di sfogare rabbia. Mi dispiace, anche perché dovremmo arrabbiarci per cose più importanti. Però, se ci fate caso, più sono all'estero e più canto canzoni scritte da italiani».

A Per la musica partecipano fan di tutto il mondo, dal Cile al Giappone al Gambia. E in È a lei che devo l'amore si sente la voce di sua figlia Paola.
«Da quando è nata sono più aperta e coraggiosa, perciò ho deciso di tenere la sua voce registrata mentre cantavo i provini del brano. Da quando sono mamma, ho iniziato a pensare che anche io posso farcela a non sbagliare».