Febbre da dance con i Redrum Alone

Il duo pugliese pubblica un nuovo cd e questa settimana sarà a Budapest

Sintetizzatori, campionatori e vocoder uniti alle tastiere e alle drum machines; remix martellanti e ammiccanti dedicati al dancefloor e alla nuova dance elettronica. Oggi che i dj (vedi David Guetta) sono le nuove rockstar, due ragazzi pugliesi, Tommaso Danisi e Piero Pappalettere, sotto il marchio Redrum Alone, si stanno facendo largo nel pazzo mondo della dance music. Qualche bella soddisfazione se la sono già presa salendo sul palco con Kruder & Dorfmeister o Aucan o Etienne De Crécy, sono appena stati nominati «artisti della settimana» della vetrina Just Discovered di Mtv Generation, e mercoledì saranno ospiti dello Szigest Festival di Budapest, una Woodstock della musica dance.

Dopo il buon successo del primo album De Redrum natura, ora hanno pubblicato Redrum Remixes, fantasiosa raccolta di successi che portano in giro in concerto «sui palchi estivi, nelle discoteche, nei circoli, nei pub, il luogo è secondario, l'importante è portare alla gente il nostro messaggio». Uniscono il pop elettronico alla struttura-canzone creando brani moderni e divertenti senza dimenticare la ricerca sonora. «Cerchiamo di diversificarci e trovare una nostra identità, ma abbiamo variegate fonti di ispirazione. Impossibile prescindere dal suono e dal modo di comporre dei Kraftwerk, poi siamo influenzati dai norvegesi Röyksopp, dai Throbbing Gristle, dai Depeche Mode e naturalmente dai Daft Punk per il suono robotico della voce. In Italia amiamo i CCCP che, ai loro tempi, hanno inventato il post punk».
Danisi è un tecnico del suono, Pappalettere uno psicologo, e il loro sogno è quello di dedicarsi solo alla musica. «Siamo professionisti per impegno quotisiano, ma sostenerci con la musica è difficile: contrattare i cachet in un mercato che non esiste più non è semplice». Però si danno da fare da matti.

«Stiamo promuovendo il nuovo album e il singolo Emilia paranoica, in autunno pubblicheremo un nuovo EP e poi guardiamo al futuro per cercare nuove strade, soprattutto dal punto di vista della performance. Porteremo sul palco sintetizzatori, batterie elettroniche e anche nuovi musicisti. Non ci interessa il successo commerciale ma la sintesi tra l'elettronica e la melodia. Il nostro repertorio è in inglese perché abbiamo ambizioni internazionali. Infatti a ottobre ci esibiremo a Londra, dove abbiamo un buon seguito perché nessuno è progfeta in patria».