Il Festival Puccini di Torre del Lago prende il volo con la Rondine e Turandot

La 63esima stagione del Festival celebra l’anniversario della prima rappresentazione dell’opera «La Rondine» sabato 5 agosto con l’allestimento scenico a firma di Giuliano Spinelli per la regia di Plamen Kartaloff. Venerdì 4 in scena la Turandot di Signorini

A Torre del Lago arriva sabato prossimo 5 agosto la Rondine del centenario. Dopo la Fanciulla del West Puccini si dedicò a lungo alla ricerca di un nuovo soggetto da musicare; una ricerca che lo portò ad esplorare tanti progetti, tra cui quello di un’opera su libretto di Gabriele D’Annunzio ma che poi abbandonò. Fu solo nel 1913 che i due impresari di Vienna, Eibenschutz e Berté, convinsero Puccini a firmare un accordo per un’operetta.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in seguito all’assassinio di Francesco Ferdinando Imperatore d’Austria e la successiva entrata in guerra dell’Italia, però Puccini si convinse dell’opportunità di annullare il contratto con gli austriaci e solo dopo essersene sbarazzato cominciò la composizione dell’opera che ultimò nella primavera del 1916.La decisione di Puccini e Sonzogno di mettere in scena l’opera nel Principato di Monaco destò qualche polemica da parte dei francesi che non vedevano di buon occhio la messa in scena di un’opera a Montecarlo commissionata da uno Stato nemico; ciò nonostante l’opera fu messa in scena la prima volta il 27 marzo 1917 e fu accolta con successo trionfale a Montecarlo.

A Torre del Lago l’allestimento del centenario è stato affidato al regista bulgaro Plamen Karataloff che del capolavoro di Puccini dice «autografo lirico geniale di Puccini rappresenta un vero e proprio pezzo di storia della musica “Amor sentimentale, storie, storie. Si vive in fretta Mi vuoi? Ti voglio; - È fatto!”. Questa la filosofia pratica delle eroine pucciniane? Magda e Liset: due uccellini in volo ma con il coraggio e la forza di scappare dalla realtà nell’illusione. Con il coraggio e la forza di sognare Magda fugge dalla vita grigia e dalla noia insopportabile, dalla ricchezza e dalla sicurezza». È con queste considerazioni che Kartaloff ha curato la regia della messa in scena regalando al pubblico uno spettacolo molto godibile, frizzante, sottolineato dalla bacchetta di Beatrice Venezi sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini e dagli stupendi costumi firmati da Floridia Benedettini e Diego Fiorini della Fondazione Cerratelli. Ecco i protagonisti della prossima ed ultima recita sabato 5 agosto: Lidia Lunetta vestirà i panni di Magda, nel ruolo di Lisette Elisabetta Zizzo mentre Ruggero sarà interpretato da Alessandro Fantoni. Completano il cast Alberto Petricca nel ruolo di Prunier e Davide Mura nel ruolo di Rambaldo. Al loro fianco si esibiranno Alessandro Biagiotti (Perichaud), Emmanuel Lombardi (Gobin), Claudio Ottino (Crebillon), Anna Paola Troiano (Yvette), Imma Iovine (Bianca) e Deborah Salvagno (Suzy). Un maggiordomo, Andrea Del Conte, un cantore Giulia Filippi, un giovine, Carlo Avarese, una grisette Beatrice Cresti, una donnina, Beatrice Stella, altra donnina Micaela D’Alessandro, assistente alla regia, Lorenzo D’Amico, coro del Festival Puccini, direttore Salvo Sgrò.

Il giorno prima, invece, venerdì 4, un grande classico con il ritorno di Turandot. Sebbene il maestro non riuscì a terminarne la composizione, resta il lavoro più maturo e compiuto di tutta la sua produzione, quello in cui Puccini riesce ad introdurre tutti gli elementi della sua poetica: il lirico-sentimentale, incarnato dalla dolce Liù, la figura più toccante e autenticamente pucciniana; quello eroico, di Calaf e Turandot; quellocomico-grottesco, interpretato dalle tre maschere e quello esotico che vede la vicenda svolgersi senza alcun riferimento storico ma con l’inserimento di temi cinesi autentici come l’aria Là, sui monti dell’est interpretata dal coro delle voci bianche la cui melodia è tratta da una canzone popolare cinese «Mo li hua» Fiori di gelsomino che Giacomo Puccini aveva ascoltato dal carillon del suo amico, il barone Fassini.

A mettere in scena l’incompiuta pucciniana per il 63° Festival Puccini il presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Alberto Veronesi, ha chiamato il giornalista direttore di «Chi» Alfonso Signorini che ha scelto di focalizzare la sua regia sul personaggio della schiava Liù, che diventa centrale nella sua interpretazione perché è con il suo sentimento, con la forza del suo amore che Turandot si umanizza. Turandot nell’allestimento firmato da Carla Tolomeo per le scene e i bellissimi costumi di Fausto Puglisi e Leila Fteita torna in scena nel Gran Teatro di Puccini venerdì 4 agosto: sul podio, fa il suo debutto in Italia il giovane direttore norvegese il M° Vegard Nilsen; nel ruolo della principessa Turandot fa il suo debutto Irina Rindzuner, affiancata da Calaf di Amadi Lagha. Il re tartaro Timur avrà la voce di Alessandro Guerzoni, mentre la dolce Liù sarà impersonata da Dafne Tian Hui. I tre ministri saranno interpretati da Raffaele Raffio per la parte di Ping, Tiziano Barontini per quella di Pong e Ugo Tarquini per Pang. L’Imperatore Altoum sarà Emmanuel Lombardi. Carmine Monaco D’Ambrosia (Un mandarino) Samuele Simoncini (Principe di Persia) Anna Russo e Deborah Salvagno (le ancelle). Il coro del Festival Puccini sarà diretto da Salvo Sgrò, mentre il coro delle Voci bianche del Festival è diretto da Viviana Apicella.

Nel giardino del Teatro a cura degli Amici del Festival Pucciniano si svolgerà prima dell’inizio dell’opera (ore 19,30) la conferenza con guida all’ascolto a cura del professor Emiliano Sarti.Biglietteria 0584.359.322- ticketoffice@puccinifestival.it biglietti da 19.50 euro a 159.