Il Festival di Roma punta sull'usato sicuro

In primo piano Kevin Costner, Geraldine Chaplin e Thomas Milian

Si srotoli il tappeto rosso: pantere grigie in arrivo all'Auditorium, da oggi al 25 teatro del Festival Internazionale del Film di Roma. Alla nona edizione, mentre i cronisti si chiedono come si sia arrivati così lontani nel tempo, una passerella via l'altra, la kermesse punta su pochi titoli appetitosi e sull'usato sicuro di divi canuti, quindi a buon mercato. Come Kevin Costner, autore e protagonista di Balla coi lupi , successo planetario di decadi fa e volto non solo di blockbuster ( Gli Intoccabili , Guardia del corpo ), ma anche di spot tv. Kevin, premio Oscar sciupato, ma ancora belloccio, planerà sul red carpet con Black and White , film drammatico di Mike Binder, dove la tragedia bussa alla sua porta: fa un avvocato amico dei neri.

Anche «l'ufficiale gentiluomo» Richard Gere, che sfoggia un'elegante chioma bianca, è una vecchia conoscenza del festival: lontana l'éra di Pretty Woman , il carisma di American Gigolò sembra appannato. Ma lo batte Geraldine Chaplin, quanto a lungo corso: la figlia del grande Charlie, sarà a Roma con Dólares de Arena di Laura Amelia Guzmán, storia d'amore al femminile, con Geraldine nei panni di un'anziana raggirata. Il cineasta di culto Wim Wenders incontrerà il pubblico per presentare il suo docufilm Il sale della terra , girato con il figlio del noto fotografo Sebastiao Salgado, Juliano. Se nel 1988 Wim faceva il tutto esaurito al Capranichetta, con Il cielo sopra Berlino in cartellone per sei mesi, oggi i giovani potranno riscoprirlo con una masterclass. Gli anni Ottanta pulsano ancora nelle vene con gli Spandau Ballet, celebre gruppo musicale dei fratelli Gary e Martin Kemp, insieme a Steve Norman, Tony Hadley e John Keeble, pronto a firmare autografi per gli amanti del vintage. Meno male che Clive Owen, attore inglese vincitore di un Golden Globe per Closer , porterà un vento di freschezza con The Knick , film gotico di Steven Soderbergh: c'è New York, la cocaina e l'inquietante dottor Thackery.

In quota vecchie conoscenze romane, Asia Argento, omaggiata con una mostra e un libro, e Thomas Milian, alias Monnezza, premiato con il Marc'Aurelio. Ma le polemiche? Pure quelle, le stesse: vedi l'esclusione del film di Stefano Calvagna su Califano, come accadde l'anno scorso per il film su Tortora. Una novità: ora vota il pubblico sovrano, perché non c'è una lira per pagare i signori giurati internazionali.