Festival di Sanremo: il Conti bis punta a un saldo attivo di 6 milioni di euro

Il modello produttivo virtuoso della kermesse dovrebbe consentire di bissare il risultato economico positivo dello scorso anno

Un "utile" da 6 milioni di euro: è l'obiettivo alla portata del secondo festival di Sanremo affidato a Carlo Conti, al via su Rai1 martedì 9 febbraio. La sfida per il conduttore e direttore artistico è ripetersi: nel 2015 ascolti e saldo furono da record, un una media di 10,8 milioni di telespettatori e del 49% di share e un "guadagno" da 6 milioni per le casse della Rai.

E se per l'edizione numero 66 la previsione di ascolto, forse prudenziale, è del 43%, il modello produttivo virtuoso dovrebbe consentire di bissare il risultato economico positivo dello scorso anno. Il consuntivo, come sempre, si avrà solo a fine festival, ma intanto il segno più appare scontato: a fronte di costi stimati al momento in 16 milioni di euro (8 milioni per la rete, 3 milioni per la produzione televisiva comprensiva dei costi industriali e 5 milioni per la convenzione con il Comune di Sanremo), in linea con il 2015, i ricavi pubblicitari netti attesi ammonterebbero a 21 milioni (comprensivi dell'impegno dei main sponsor del festival, Unicredit, Orogel, Sukuzi e Tim) ai quali va sommato un milione di altri ricavi (800 mila euro dalla vendita dei biglietti e circa 200 mila da sponsorizzazioni varie, tra cui quella della Regione Liguria).

Anche per il 2016 Rai Pubblicità ha venduto spazi da 15 secondi, "a un prezzo leggermente inferiore: il primo break, quello delle 21.15, nelle prime tre serate costa 198mila euro rispetto ai 220.800 dell'anno scorso, mentre per la finale è venduto a 204mila euro contro 227.700", è l'esempio citato da Francesco Siliato, docente di Sociologia della comunicazione al Politecnico di Milano e partner dello Studio Frasi.

"Si può stimare una diminuzione di prezzo di circa il 10%: evidentemente si è preferito aumentare il portafoglio clienti piuttosto che tenere i prezzi. Dal quarto break in avanti la riduzione è anche maggiore, sfiora il 20%". Si tratta, comunque, di "prezzi elevati, perché Sanremo resta l'unico evento mediale di intrattenimento in grado di incollare alla tv un pubblico generalista da 10-11 milioni di persone: dal 2010 ad oggi il festival vanta una media altissima, 10,8 milioni e il 47,4%. Anche dal punto di vista sociologico resta un appuntamento da non perdere. Le nuove offerte? Netflix è sempre lì, il festival invece finisce e dunque va visto, altrimenti non si può criticarlo con gli amici, si resta fuori dal dibattito su Facebook e dai commenti su Twitter che denotano affezione anche senza implicare adesione. Con la Nazionale e con la grande fiction - conclude Siliato - Sanremo identifica Rai1 come rete di riferimento per il racconto dell'Italia".

Nel complesso, l'esborso per il cast (in testa Carlo Conti, per cui la Rai avrebbe staccato un assegno da 550mila euro, cifra ovviamente non confermata, Virginia Raffaele, Madalina Ghenea e Gabriel Garko) e per gli ospiti sarebbe in linea con l'anno scorso.

Bocche cucite sui cachet dei superospiti, da Elton John a Nicole Kidman, da Ellie Goulding a Roberto Bolle. Ma nomi come Adele o Rihanna sarebbero rimasti nel libro dei sogni proprio per motivi di budget.